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Genoa-Napoli rappresenta un’occasione per vecchi amici di rincontrarsi. Due volte all’anno ormai dal 2006, da quando cioè Napoli-Genoa si rigioca perché entrambi i club militano nella stessa categoria, assistiamo all’abbraccio fra i tifosi delle due squadre. Tra rossoblu e partenopei esiste una pluridecennale amicizia lunga ormai ben 32 anni. Vi presentiamo il gemellaggio più antico e duraturo del calcio italiano.

CHE FESTA

Campani e liguri nel 2006 si ritrovarono in Serie B dopo aver vinto i rispettivi gironi in terza divisione. A fine stagione conquistarono a braccetto la promozione in Serie A proprio a Marassi, in quella che è una delle favole più belle del pallone nostrano. Il trionfo di un gemellaggio racchiuso in quello 0-0 che permise ad entrambe le compagini di tornare in serie A. Negli occhi dei tifosi c’è ancora l’invasione di campo pacifica di migliaia di supporters e la marea di bandiere rossoblu ed azzurre.

COMINCIO’ COSI’ IL GEMELLAGGIO

Tutto è nato il 16 maggio del 1982. Era un Napoli-Genoa al San Paolo ancora a fine campionato. I partenopei erano già qualificati aritmeticamente per l’edizione della Coppa UEFA della stagione successiva. Il Grifone necessitava di un solo punto per garantirsi la salvezza. Pronti via ed il Genoa passa in vantaggio con Briaschi, a segno dopo soli due minuti; il primo tempo si conclude con i rossoblu in vantaggio con un buon margine di sicurezza sul Milan che era il diretto concorrente nella lotta salvezza: i rossoneri dopo la prima frazione di gioco stavano perdendo a Cesena. Nei rispettivi secondi tempi però sia i rossoneri che il Napoli riuscirono a ribaltare il punteggio: i lombardi si erano portati sul 3-1 contro i romagnoli, mentre al San Paolo le reti di Criscimanni e Musella stavano condannando il Genoa alla improvvisa retrocessione.

UNITI DAL 1982 – Ed è qui che nasce il gemellaggio Napoli-Genoa, con l’intero stadio che improvvisamente tifava per un gol dei rossoblu, cosa che avrebbe comportato la retrocessione in Serie B del Milan. Ed il gol arrivò: Faccenda all’86’ su un calcio d’angolo regalato dal portiere napoletano Castellini insaccò da due passi per il 2-2 definitivo. Ed al fischio finale l’impianto di Fuorigrotta fu tutto unito in una grande festa, col Diavolo all’inferno e napoletani e genoani che da allora sono diventati amici fraterni. Il dottor Gatto, medico sociale del Genoa di allora, ricordò in un misto di felicità e commozione: “Grazie di cuore a Napoli perché ha tifato per noi, è un gesto che non dimenticheremo mai”. E da quel giorno Napoli e Genoa quando sono impegnate in trasferta l’una contro l’altro giocano praticamente in casa. Vi lasciamo alle immagini di 31 anni fa:

NAPOLI-GENOA 2-2 (16 maggio 1982)

NAPOLI – Castellini, Bruscolotti, Marino, Guidetti, (Jacobelli al 69’), Krol, Ferrario, Musella, Benedetti, (Maniero al 46’) Pellegrini, Criscimanni, Palanca. All. Marchesi

GENOA – Martina, Gorin (Faccenda al 79’), Testoni, Corti, Gentile, V.Romano, Boito, Manfrin, Jachini, Briaschi. All. Simoni

ARBITRO: Agnolin di Bassano del Grappa

MARCATORI: 2′ Briaschi, 56′ Criscimanni (N), 63′, Musella (N), 86′ Faccenda 86’

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