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E’ stata una delle notti argentine intrise di quella magia e di quella passione che solo questo tipo di calcio e questo campionato possono dare. Allora, può accadere, che in una sola notte, possano compiersi così tanti “miracoli sportivi” da non crederci. E, come al solito, sono tutti i pronostici e i conti matematici a essere ribaltati, da dei fattori molto più aleatori e mistici ma molto più determinanti ed emozionanti. Storie di squadre e di personaggi che in questa notte hanno avuto il volto di Carlos Bianchi e del suo Boca Juniors, dell’Estudiantes della “Bruja” Veron, del San Lorenzo di papa Francesco e del Colon di Diego Osella. E questo torneo Final, che sta sorprendendo tutti, vedeva in campo tre grandi d’Argentina, con il Boca Juniors impegnata nel primo grande scontro tra “Titani” delle prime quattro giornate, vale a dire con l’Estudiantes, capolista. Il San Lorenzo era impegnato nel più agevole impegno casalingo contro il Quilmes, il River Plate invece era ospite a casa del Colon e, infine, il quarto match di cartello vedeva Newell’s Old Boys contro Atletico Rafaela.

San Lorenzo-Quilmes 1-0

Alle ore 21 italiane, la prima delle quattro sfide, metteva di fronte i neo campioni dell’Inicial, il San Lorenzo de Almagro di mister Edgardo Bauza contro “El Cervecero” di Quilmes del nuovo tecnico Caruso Lombardi. Proprio “El Tano” ha schierato il Quilmes con il consueto 4-4-2 ma ha provato a cambiare qualche giocatore e soprattutto una mentalità, finora, troppo rinunciataria. Alla fine è stato “El Ciclon” a spuntarla per 1 a 0 con il gol di Nacho Piatti, frutto di un gran contropiede “azulgrana” con Correa che, lanciato a rete, è stato fermato dall’uscita di Dulcich, alla fine è riuscito a metterla sulla testa di Nacho. Ma i ragazzi di Bauza devono ringraziare il proprio portiere Torrico, che ha salvato il risultato in più di un’occasione. Il gol è arrivato dopo dieci minuti della ripresa, dopo un primo tempo giocato alla grande dal “Cervecero”, con ritmo e personalità, buone giocate e qualche occasione per Telechea e Diz. Il gol di Piatti è stato solo il frutto della perdita di ritmo e di concentrazione del Quilmes, con il San Lorenzo che ha macinato gioco con la sua qualità, per poi mettersi un po’ troppo sulla difensiva e rischiare, salvandosi, come detto, grazie a “San” Torrico. Da ricordare soprattutto gli interventi sul difensore Lema. Tutto ciò, non ha evitato la quarta sconfitta consecutiva alla squadra di Caruso Lombardi, che però sembra aver dato un minimo di scossa all’ambiente e che, magari, porterà risultati concreti a breve. San Lorenzo che ha ingranato la terza, adesso si può godere la vetta momentanea con nove punti, in attesa della Libertadores.

Newell’s Old Boys-Atletico Rafaela 4-1

Un Newell’s in crisi, un Rafaela rivelazione. Con questi presupposti, alla vigilia, tutti già pensavano ad una vittoria esterna o ad un pareggio combattuto tra la squadra di Alfredo Berti e quella di Jorge Burruchaga. Invece, “La Lepra” si è risvegliata e lo ha fatto con prepotenza. “La Crema” è stata presa, centrifugata e mangiata in un solo boccone. Dopo 12 partite senza vittoria, torna al successo il Newell’s e con un netto 4 a 1 che rimette in carreggiata la squadra e rimette Berti in una posizione più comoda a sedere sulla propria panchina. Passo indietro per l’Atletico più sul piano del risultato, con la squadra che può proseguire il proprio buon campionato senza fare tragedie. La disfatta dei ragazzi di Burruchaga è arrivata in nove minuti, dopo aver preso i primi due gol appunto da una squadra scesa in campo con la determinazione di chi cerca l’acqua nel deserto. Al 4′ grande azione corale del Newell’s, con Banega che gestisce la palla con un buon possesso, scarica a destra per Caceres che mette un cross lungo sul secondo palo, dove Maxi Rodríguez fa una sponda di petto per l’accorrente Casco che di controbalzo spara un sinistro sotto la traversa: tutto bellissimo. Passano appena 5 minuti e un lancio lungo di Heinze imbecca Munoz, con Erramuspe che si fa scavalcare e riesce solo a guardare la punta avversaria mettere di testa al volo nell’angolo basso di Conde. Al ’18 è entrato in campo anche l’Atletico Rafaela, che con un’azione di rimessa dei suoi due attaccanti, crea un’azione pericolosa con Diego Vera che mette Albertengo in condizione di tirare a rete ma viene sdraiato e si procura il rigore che lo stesso Vera realizza. Ma la determinazione, la qualità nel possesso palla e la velocità nella terminazione dell’azione hanno fatto la differenza anche nel secondo tempo, quando già al minuto 11, l’uno due veloce tra Figueroa e Munoz, ha portato il primo a battere a rete da dentro l’area, con un gran esterno destro che si è andato a infilare quasi al sette. Al ’93 invece, la bella partita del veterano Maxi Rodriguez, si è coronata con il gol del 4 a 1, su gran contropiede avviato dalle mani di Guzman, che ha servito Tonso in fuga solitaria fino al limite dell’area, dove ha scaricato la palla da spingere a rete per Maxi. Newell’s a metà classifica, risale e respira, con 5 punti; Atletico Rafaela alla prima sconfitta, a quota 7.

Boca Juniors-Estudiantes 1-0

Boca Juniors (4-4-2) : Orion; Marin, Diaz, Forlin, Insua; Erbes, Gago, Ledesma, Acosta; Martinez, Gigliotti. A disp. : Tripodi, Rivero, Riquelme, Riano, Perotti, Perez, Bravo.

Estudiantes (4-4-1-1) : Rulli; L.Jara, Schunke, Desabato, Goni; Rosales, Romero, Veron, Correa; F.Jara; Carrillo. A disp. : Silva, Rodriguez, Re, Olivera, Martinez, Damonte, Auzqui.

E’ stata la notte dei ritorni alla Bombonera. Notte dei ritorni in campo, del ritorno alla vittoria, del ritorno al sorriso. Una notte speciale per due idoli di tutta la tifoseria “xeneize”, “El Virrey” Carlos Bianchi e “El Mudo” Juan Roman Riquelme. Bianchi che stava soffrendo in prima persona per gli scarsi risultati del club, polemiche e voci di una sua sostituzione, con una settimana passata a caricare i suoi con tanti bellissimi discorsi e a estraniare i propri ragazzi dalle tante chiacchiere e dalle tante polemiche piovute sul gioco complessivo del team e sul rendimento di alcuni giocatori. Una settimana in cui la tifoseria si è unita per il proprio “comandante”, l’uomo dalle infinite vittorie, in cui la leggenda della panchina “boquense” è stata messa in discussione come non mai. Striscioni, slogan e manifestazioni di piazza prima della partita e poi cori, altri striscioni durante la partita, con Bianchi che ha salutato il suo pubblico con la mano. E poi la notte del ritorno del numero 10, della luce del gioco “xeneize”, l’ultima grande bandiera del Boca: Roman Riquelme. Atteso da molti mesi, il “messia” del calcio “boquense” è sceso in campo nei minuti finali tra l’ovazione del pubblico, che ha ammirato per la prima volta anche il talento di Diego Perotti. Pubblico della Bombonera fantastico, che ha incitato la squadra dall’inizio alla fine in modo fragoroso, quasi intimidatorio per l’avversario, che si è unito intorno al proprio allenatore e ai propri idoli, dimostrando loro un amore viscerale e unico al mondo. La squadra ha risposto per il meglio, grazie anche agli interventi di Bianchi, che ha cambiato qualche giocatore rispetto ai primi risultati deludenti. Così, grande la prova di Marin a destra in difesa, che ha creato un bell’asse sulla corsia con Erbes; Acosta a sinistra, a svariare e a inventare magie, spesso riuscite; davanti la potenza di Gigliotti ben assistito dal “Burrito” Martinez, un altro che rientrava in campo dopo tanto. Dietro, un Orion determinante in almeno due occasioni, che ha lasciato immacolata la propria porta e ha salvato il risultato. Anche “El Cata” Diaz e Forlin si sono ben disimpegnati con attenzione e grinta. In mediana la qualità e i tocchi di Gago, con la presenza nell’ombra, quasi invisibile di Ledesma, fondamentale. Così se l’era giocata “El Virrey” Bianchi e così ha vinto la sfida contro Mauricio Pellegrino e la “Pincha” di Veron. Il gol del “Puma” Gigliotti, al ’42, di testa su angolo di Gago. Dopo due minuti del secondo tempo, grande doppio intervento del bravo e giovane portiere del “Leon”, Geronimo Rulli che ha tenuto in partita la propria squadra fino alla fine. Estudiantes però che rimane inchiodato sull’1 a 0 e perde la vetta della classifica, rimanendo a nove punti ma insieme al San Lorenzo e al miracolato Colon. Boca che torna e sorridere e sale a 4 punti ma con tutta la carica di questa notte.

Colon-River Plate 3-1

I miracoli in Argentina succedono eccome. Così, seppur dopo appena 4 partite, una squadra che doveva essere ultima e data per spacciata nella lotta salvezza, si ritrova in cima alla classifica, dopo aver battuto niente di meno che il River Plate. Grande vittoria nella propria tana del “Cementerio del Los Elefantes” da parte de “Los Sabaleros” di Diego Osella, il vero creatore di questa favola. Risultato 3 a 1 per il Colon con il più brutto River della stagione, sicuramente e non solo. River deludente e senza scusanti; una prestazione di basso livello in ogni reparto. Difesa troppo scoperta e priva di titolari, apparsa davvero troppo fragile. Centrocampo che non crea e non difende e attacco retto solo dai gol di Cavenaghi. Ramon Diaz, indiavolato, è sotto la lente d’ingrandimento della critica. Grande Colon a partire dalla difesa, con il portiere Montoya che ha salvato la porta sul due a uno e soprattutto Alcoba sugli scudi, un fenomenale Graciani, ancora a segno con una doppietta, il miglior giocatore forse, di questo inizio Final. Anche l’altra ala, quella sinistra, con Mansilla ha fatto la differenza e poi la panchina ha aiutato molto Osella, con l’ingresso determinante di Luque. I gol di Graciani al ’17 imbeccato in area su lancio a scavalcare la difesa, di Luque al 71′ con grande fuga sulla sinistra e piatto in mezzo alle gambe di Barovero, Cavenaghi al ’74 per il River grazie ad un’azione personale di Lanzini che gli ha permesso di trovarsi davanti a Montoya e saltarlo e ancora Graciani al 87′, su assist di Luque dalla sinistra che ha tagliato tutta l’area e lo ha trovato smarcato a destra, solissimo. Grandissimo Colon che continua a volare e a fare punti preziosissimi per la lotta al “promedio” e con 9 punti condivide la vetta con San Lorenzo e Estudiantes mentre il River, troppo giovane e fragile, nell’occhio del ciclone, rimane a 4 punti.

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