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Mancini

Tra poche ore la sfida tra Galatasaray-Chelsea metterà di fronte i due tecnici più vincenti della storia recente nerazzurra, Roberto Mancini e Josè Mourinho. I due hanno scaldato la vigilia scoccando frecciatine a destra e a manca. Primo della scontro sul campo a fare arbitro della sfida è Lele Oriali che da dirigente dell’Inter ha lavorato e vinto con entrambi i tecnici, queste le sue parole rilasciate alla Gazzetta dello Sport.

Quanti colpi “Mancini” –  “Di Mancio mi colpì subito la competenza. Fu lui a suggerire l’acquisto di gente come Maicon, Cambiasso, Julio Cesar, Stankovic. Garantiva che quei giocatori che costavano cifre normali avrebbero lasciato il segno nella storia dell’Inter”.

Meriti nel Triplete – “Roberto è un allenatore-presidente. Mette un mattoncino al giorno. Lo sta facendo anche nel Galatasaray dove ha appena fatto ingaggiare un talento come il brasiliano Alex Telles. Ha ragione a dire che il Triplete di Mourinho è figlio anche del suo lavoro”.

Lo Scudetto a Parma – “Ultima partita di campionato, Parma-Inter. La lotta per il titolo era ancora aperta. Mancio lavorò una settimana per recuperare Ibrahimovic, reduce da un infortunio. Gli parlava. Lo incoraggiava. Ricordo che quando, a partita in corso, decise di mandarlo in campo Ibra lo guardò fisso negli occhi e gli disse: “Okay mister, mi hai convinto, ora entro e segno un paio di goal”. E’ come se Mancini avesse servito due assist a Zlatan. A proposito di grandi giocatori: Roberto è quello che ha gestito meglio Balotelli”.

Lacrime Special “Sembra un uomo di ghiaccio, invece l’ho visto piangere dopo la vittoria in Champions. Noi stavamo partendo per tornare a Milano, lui aveva un appuntamento con il Real Madrid e, davanti al pullman, non riuscì a trattenere le lacrime. Mourinho ha le sue debolezze, ma preferisce nasconderle”.

Mou è un romantico – “Lui crea il fortino. Chi è dentro è coinvolto al 110%. Nella finale contro il Bayern ero sicuro che avremmo vinto perché loro in campo erano in undici, noi in trenta. Insieme a Sneijder, Zanetti e compagni c’erano anche le riserve, i componenti dello staff tecnico, i medici, i massaggiatori. E’ un romantico. Voleva tornare al Chelsea ed è tornato. Un giorno lo rivedremo sulla panchina dell’Inter”.

Faremo la storia – “Un mese prima Mou mi disse: “Lele, noi faremo la storia”. Ne era sicuro. E convinceva tutti. La sua frase ricorrente era: “Andiamo in cima al mondo”. L’ultima volta che l’Inter aveva vinto la Coppa dei Campioni c’era ancora la televisione in bianco e nero”.

Eto’o e Sneijder innamorati di lui – “Volle Eto’o e lo convinse a fare anche il terzino. Alla fine Samuel quasi si divertiva a fare quel ruolo. Incredibile. Ora nel Chelsea lo ha riportato in attacco. Mourinho entra nella testa dei giocatori. Li fa innamorare. Lo Special One ha restituito al calcio il miglior Sneijder. Vi ricordate che nel Real andava spesso in panchina. Anche Mancini è innamorato di Wesley.”

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