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Mazzola

La multa di 25.000 euro, comminata da Gianpaolo Tosel nei confronti del club bianconero per i deplorevoli striscioni esposti durante il derby Juventus-Torino, ha fatto molto discutere. Il pensiero di molti è che la decisione del Giudice Sportivo è stata fin troppo indulgente. Tra questi c’è Sandro Mazzola, figlio dell’indimenticato Valentino, simbolo del “Grande Torino” e scomparso proprio nella tragedia di Superga. Questi i suoi commenti in merito alle vicende sulle righe di Tuttosport.

La Juve non c’entra – “E’ una vergogna. La Juventus non c’entra niente, ma quella curva e quello stadio andavano chiusi. Se non dai un segnale quando accadono cose tanto gravi…”

Segnale inesistente – “Così l’errore diventa doppio perché quella multa la pagherà la Juve. E la società bianconera cosa ha fatto per dover tirar fuori quei soldi? Non avrebbe controllato agli ingressi cosa veniva introdotto nello stadio? Vero, ma i club purtroppo non riescono a fare certi controlli e le leggi non li aiutano. La multa è stato un segnale inesistente da parte della Federazione”.

Che dolore – “Leggere quello striscione mi ha fatto molto molto male, ma penso che abbia ferito parecchio anche i tifosi del Torino, compresi tanti giovani che hanno conosciuto dai libri e dai racconti ciò che è successo a quella grande squadra dove giocava mio padre. La presa di posizione di Andrea Agnelli? Mi è piaciuta, ma conoscendo la famiglia Agnelli non avevo dubbi”.

Chiudiamo gli stadi – “Lo striscione di domenica è l’esempio di come non devono comportarsi i tifosi. Ecco perché questo episodio non va dimenticato. Adesso, però, è arrivato il momento di prendere decisioni forti, anzi drastiche. Anche chiudere un intero stadio per un anno. I segnali vanno dati quando succede qualcosa di grave e questa sarebbe stata l’occasione giusta. Mi sarebbe dispiaciuto per la Juventus, ma c’è un unico modo per risolvere il problema. Altro che multe da 25.000 euro…”

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