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Marchetti

Il giovedì di Europa League è passato e con esso i sedicesimi di finale. Alla luce dei risultati, decisivi sono state le gare d’andata visto che sia le nostre italiane che le euro-avversarie, non sono riuscite a ribaltare i risultati sfavorevoli dell’andata.

Bene la Juventus che, proprio nella Turchia che tanto aveva fatto penare i colori bianconeri pochi mesi fa, trova una prestazione di grande compattezza e solidità. Gli uomini di Conte partono subito forte chiudendo i conti prima che il Trabzonspor potesse solo pensare di riaprirli. L’uno-due di Vidal e Osvaldo permette ai bianconeri di gestire il risultato ma soprattutto le energie fisiche e nervose in vista della sfida con il Milan. Oltre alla qualificazione, Conte può rallegrarsi per la buona risposta offerta dalle cosidette seconde linee, con un Marchisio sempre più a proprio agio nei panni di regista, un Giovinco pimpante e volenteroso e infine un Osvaldo che si dimostra implacabile in Europa con la seconda rete in due presenze.

Ad attendere i bianconeri ci sarà la Fiorentina per un ottavo di finale dal fascino impareggiabile. La Viola aveva già prenotato la qualificazione con il largo 1-3 dell’andata che ha permesso a Montella di far rifiatare qualche uomo importante. Nel primo tempo i toscani gestiscono il risultato con un buon possesso palla non concedendo quasi nulla agli avversari. Nella ripresa la perla di Ilicic su punizione ha reso ancor più vano la rete al 90’ dell’Esbjerg. La serata restituisce alla Viola un Mario Gomez sulla via del recupero, per lui 90’ minuti tutto sommato apprezzabili e un gol regolare ma annullato (tanto per cambiare) dalla terna arbitrale.

Completa il tris delle qualificate il Napoli che obiettivamente aveva ricevuto dall’urna l’avversaria più ostica. IL 3-1 finale non rispecchia pienamente l’andamento della partita e in generale del doppio confronto. Lo Swansea ha dimostrato anche al San Paolo di vendere molto cara la pelle e ha avuto il merito di tenere in ballo la qualificazione fino al 90’.  Oltre alla solita decisiva rete di Higuain, alla prima stagionale in Europa, gli azzurri devono molto della qualificazione al povero Rafael e a Reina, autori di una serie di interventi decisivi che hanno permesso alla squadra di Benitez di staccare il pass per gli ottavi. Ad attendere i partenopei ci sarà il Porto che, pur non essendo più quello di Falcao e Villas-Boas, rimane comunque un avversario dal grande blasone.

Mai sufficiente sarà il rimpianto per la Lazio, unica italiana a non superare il turno. I biancocelesti, dopo la pessima prestazione dell’andata, sono volati in Bulgaria con grande determinazione e per oltre un’ora hanno accarezzato il sogno della rimonta. Trascinati dai baby Keita e Perea, i capitolini erano a un passo dall’insperata qualificazione prima che Marchetti confezionasse una delle peggiori prestazioni della sua carriera. La doppia papera dell’estremo difensore biancoceleste, rilanciato da Reja dopo tanta panchina, taglia le gambe ai suoi per un 3-3 finale che lascia l’amaro in bocca.

In generale i sedicesimi di Europa League ci lasciano in eredità delle prove di alto livello delle squadre italiane che, dopo anni di incauto snobismo, sembrano realmente intenzionate ad onorare la competizione.

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