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Andrea Pirlo

Sono passati appena due anni, settecentotrentacinque giorni per l’esattezza, dalla sfida scudetto resa celebre dal discusso episodio del “gol di Muntari”. Quel giorno Juventus-Milan si giocava per il tricolore, ad oggi invece, alla vigilia del loro prossimo incontro, le loro strade sono completamente diverse.

La Juventus ha aperto un ciclo, è nata l’era Conte: la squadra si è laureata campione d’Italia per due anni consecutivi e quest’anno è di nuovo prima a giocarsi lo scudetto con la Roma, staccata di nove punti (ma con una gara da recuperare). Merito di tutti: dal presidente Andrea Agnelli fondatore di questo nuovo ciclo avendo scelto personalmente la dirigenza e l’allenatore, ma anche di Marotta e Paratici che si sono rivelati all’altezza, colpi come Vidal, Pirlo, Pogba e Tevez sono piccoli miracoli considerato anche “l’esiguo” esborso economico che hanno richiesto queste operazioni. La marcia in più però è stata sicuramente fornita da Antonio Conte: il lavoro tattico, tecnico e perfino psicologico attuato sulla squadra, proveniente da due anni terribili, è stato eccezionale.

Percorso inverso per il Milan, che dopo aver perso quello scudetto da campione in carica, è precipitato sempre più in basso: lo scorso anno è riuscito comunque ad arrivare in Champions League dopo una impensabile rimonta sulla Fiorentina, mentre quest’anno naviga a metà classifica senza un obbiettivo preciso, se non quello di ritrovare la sua identità.  Proprio per questo la panchina rossonera è stata affidata ad un ex giocatore che con questa maglia ha vinto tutto: Clarence Seedorf. Dopo quattro anni infatti si è interrotta l’avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, l’esonero è arrivato dopo diciannove giornate. Il tecnico toscano aveva sicuramente fatto il suo tempo sulla panchina rossonera, ma è impensabile attribuire a lui tutte le colpe. Le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, unite ad un progressivo smantellamento dei giocatori della vecchia guardia, hanno portato ad un abbassamento qualitativo della rosa, non essendo stati sostituiti adeguatamente.

La società rossonera ha molto da lavorare, ma l’ingresso nell’organigramma societario di Barbara Berlusconi testimonia il grande interesse che la famiglia del patron ha mantenuto nei confronti della squadra. Proprio lei ha spinto per l’avvicendamento in panchina sperando di portare una svolta alla squadra. Il percorso di rinnovamento e rilancio del Milan è solo all’inizio, il vero lavoro inizierà a giugno. I tifosi rossoneri sperano sicuramente di emulare la rivoluzione bianconera effettuata da Andrea Agnelli alla Juventus tre anni fa.

Intanto domani sera spazio al calcio giocato Milan-Juventus alle 20,45 e quest’anno senza Muntari (squalificato).

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