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Vincent Tan, Patron del Cardiff, sperava di essere visto come un Guru dai tifosi della squadra gallese: dopo più di 50 anni ha portato grazie ai suoi investimenti il team in Premier League. Purtroppo per lui, i tifosi (e anche i media inglesi) non lo vedono di buon occhio.

Baffo importante, giacca e cravatta ad ogni gara (e anche guanti perché “in Inghilterra fa freddo), somiglianza estrema con un membro a caso della Yakuza (si scherza, eh), Vincent Tan è stato accusato, tra le altre cose, anche di razzismo. Una delle cose che i tifosi del Cardiff non riescono proprio a perdonargli è quella del cambio di colori sociali del club. Difatti, per ordine di Tan, il Cardiff veste in rosso anziché in blu, storico colore della squadra, poiché secondo lui “il rosso in Asia è un colore di fortuna, festività e gioia. E’ un buon presagio, anche perché nella stagione in cui abbiamo cambiato il colore della maglia siamo subito stati promossi. Non cambierò mai più il colore della divisa”.

Per tutta risposta, i supporters gallesi hanno annunciato per il 22 marzo, in occasione della sfida contro il Liverpool, una forte protesta nei confronti di questa decisione che, mascherata da un folklore inaspettato, mira invece a soluzioni di marketing. Il malese, dopo aver mostrato insofferenza nei confronti del suo ex manager, esonerato senza pietà nonostante stesse facendo il massimo con una rosa tutt’altro che eccelsa, dovrà avere a che fare con un’altra gatta da pelare. Chissà se arriverà il passo indietro tanto auspicato dai tifosi del Cardiff.

Per quanto riguarda il campo, l’ex Liverpool e Manchester City Craig Bellamy ha annunciato il ritiro dai campi di gioco nel caso il Cardiff riuscisse nell’impresa di mantenere la categoria quest’anno.

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