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PORTIERI: Samir Ujkani (Palermo – ITA), Kushtrim Mushica (FC Prishtina), Julian Bibelaj (Eintracht Francoforte II – GER) DIFENSORI: Avni Pepa (Sandnes Ulf – NOR), Loret Sadiku (Helsingborg – SWE), Lum Rexhepi (Honka – FIN), Shkodran Metaj (Emmen – BEL), Shpëtim Hasani (Örebro – SWE) CENTROCAMPISTI: Anel Raskaj (Sandes Ulf – NOR), Ardian Gashi (Helsingborg – SWE), Enis Alushi (Kaiserslautern – GER), Enis Bunjaku (Eintracht Francoforte II – GER), Fanol Prededaj (Energie Cottbus – GER), Faton Toski (FSV Francoforte – GER), Flamur Kastrati (Strømsgodset – NOR), Kristian Nushi (San Gallo – SUI), Liridon Krasniqi (Fethiyespor – TUR) ATTACCANTI: Alban Bunjaku (Slavia Praga B – CZE), Albert Bunjaku (Kaiserslautern – GER), Bersant Celina (Manchester City academy – ENG), Ilir Azemi (Greuther Fürth – GER)

La rosa appena elencata domani entrerà di diritto nella storia. Nello stadio di Mitrovica, a nord della capitale Pristina, il Kosovo giocherà la prima partita di calcio ufficialmente riconosciuta dalla FIFA. Affronterà Haiti dopo aver giocato quattro amichevoli, tre con squadre di club. Dichiarata l’indipendenza dalla Serbia nel 2008 ed attualmente riconosciuto come Stato da 23 dei 28 paesi dell’Unione Europea e 108 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite, il Kosovo non ha ancora uno status giuridico formalmente e univocamente riconosciuto e questa condizione di fatto gli impedisce di far parte dell’UEFA, il massimo organismo governativo del calcio europeo, e della FIFA, il massimo organismo di quello mondiale. Proprio per questo motivo in vista della partita di domani la FIFA ha imposto determinate condizioni: non potrà esibire stemmi nazionali o bandiere, né suonare l’inno nazionale, e non potrà incontrare nessuna delle nazionali dell’ex Jugoslavia.

IL RIFIUTO DI JANUZAJ – All’evento mancheranno però due delle probabili stelle della Nazionale. Adnan Januzaj del Manchester United ha rifiutato l’invito del CT Albert Bunjaki, «volevamo soltanto incontrarlo e spiegargli quanto sarebbe importante che lui giochi simbolicamente anche solo per dieci minuti», ha detto Eroll Salihu, segretario della federcalcio locale, al New York Times. L’altra stella che mancherà è Xherdan Shaqiri del Bayern Monaco. Non è stato convocato nessuno dei giocatori della nazionale svizzera, che a giugno parteciperà ai Mondiali di calcio: «non volevamo metterli in difficoltà», ha detto Salihu, «e non sarebbe stato giusto per loro chiedergli di scegliere prima della Coppa del Mondo». Ci saranno invece in campo, tra gli altri, Samir Ujkani, l’attaccante del Kaiserslautern Albert Bunjaku, che giocò con la Svizzera nei Mondiali del 2010 e il portiere Kushtrim Mushica del FC Prishtina, squadra della capitale.

ALLENATI DA UN MEDICO – Il Kosovo non potrà giocare partite di qualificazione a tornei internazionali finché non sarà ufficialmente riconosciuto (secondo Salihu è soltanto questione di tempo). Altre condizioni stabilite dalla FIFA sono che ogni eventuale amichevole sia organizzata e giocata in Kosovo, il cui unico stadio omologato per partite internazionali è proprio quello di Mitrovica. Nell’amichevole contro Haiti l’allenatore del Kosovo sarà Albert Bunjaki, un medico che lasciò il Kosovo negli anni Novanta e andò a lavorare in Svezia e che da cinque anni allena la nazionale del Kosovo. Tutti i biglietti della partita sono stati venduti al prezzo di cinque euro: Salihu ha detto di aver ricevuto richieste per un totale di 50 mila biglietti, anche se lo stadio di Mitrovica può contenere soltanto 18 mila spettatori.

LA NASCITA – Ma com’è nata la Nazionale del Kosovo? La svolta giunse nel settembre 2012: sfogliando le rose di Svizzera-Albania Fadil Vokrri, il più forte calciatore originario del Kosovo di tutti i tempi, non poté fare a meno di notare che ben 22 giocatori avrebbero potuto benissimo figurare in una ipotetica nazionale del Kosovo. Da qui partì una petizione alla FIFA con tanto di firme di alcuni tra i più forti calciatori d’Europa che richiamava esplicitamente il precedente di Gibilterra. Fu proprio in seguito al tentativo dell’estremità meridionale della penisola iberica di far parte della UEFA, cui seguì la minaccia della Spagna di ritirare le proprie squadre di club – ad iniziare da Real Madrid e Barcellona – da tutte le competizioni europee, che la massima autorità calcistica mondiale sancì il principio: per aspirare ad avere una nazionale totalmente riconosciuta è necessario essere membro dell’ONU. “La partita di domani è solo il primo passo – ha detto Vokrri. L’obiettivo è la qualificazione come nazionale pienamente riconosciuta per i mondiali del 2018″.

POSSIBILI NAZIONALI – Ma chi potrebbe entrare in questa nuova Nazionale? Dalla Svizzera ci sono Valon Behrami del Napoli, Granit Xhaka del Borussia Monchengladbach e Xherdan Shaqiri del Bayern Monaco. Dall’Albania Lorik Cana ed Etrit Berisha della Lazio così come Samir Ujkani e il centrocampista Migjen Basha. Anche Perparim Hetemaj, giocatore del Chievo Verona, ha origini del Kosovo, ma gioca nella nazionale finlandese.