domenica, Novembre 28, 2021

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Moviola in campo: opportunità o limite?

Quante volte vi è capitato di affrontare un argomento calcistico e trovare davanti a voi qualcuno che la pensasse all’opposto? Come se un calciatore avesse due personalità distinte, da una parte fenomeno, dall’altra bidone. Anche nella redazione di Contrataque accade ciò e così un po’ per diletto un po’ per conoscere le idee dei nostri utenti abbiamo deciso di lanciare la rubrica “Dr Jekyll e Mr Hyde”, uno spazio a quattro mani dove si analizzerà l’argomento principe degli ultimi giorni e si cercherà di valutarne i pro e i contro, il buono e il cattivo, lo yin e lo yang, il giusto o lo sbagliato, il bello o il brutto, insomma un’analisi a 360 gradi. Questa volta l’argomento di dibattito non sarà un calciatore, ma un tema di ben più ampio respiro, che da tempo danna l’anima di molti addetti ai lavori e tifosi: la moviola in campo. Ecco allora cosa ne pensano il nostro Jekyll e Hyde riguardo questo quanto meno spinoso argomento.

Moviola in campo: vantaggio o illusione?

Dr. Jekyll: qual è il problema?

AAA astenersi disonesti, sia chiaro non si vuole parlare, puntare il dito o tanto meno dare giudizi sulla qualità del pensiero altrui, semplicemente sconsigliamo la lettura a chi non riconosce l’evidenza nemmeno quando ci si ritrova a “sbatterci la testa”. Lungi da noi essere giustizialisti, il calcio è come prima cosa un gioco, un divertimento, ecco quindi che ci sovviene quasi naturale pensare che più il suddetto rimanga “pulito”, “lindo”, più facilmente potremmo mirare ad un risultato finale di maggior spessore. La “democratizzazione” dell’informazione che si è venuta a palesare negli ultimi anni grazie ai mezzi di comunicazione, ai media e alla presenza nella nostra vita di oggetti tecnologici permette a tutti di dire la propria su fatti che possono essere analizzati nello specifico e, oggettivamente parlando, si può arrivare ad una disamina quasi del tutto completa dell’evento stesso. Il calcio in tal senso può essere visto come una vera e propria concatenazione di eventi, gol, non-gol, fuorigioco, sono tutti momenti di una partita e possono essere studiati e analizzati tramite replay facilmente reperibili grazie alle tante telecamere che intarsiano un odierno campo europeo. Per quale motivo allora non permettere ai giudici di gara di avvalersi di cotale informazioni? E’ forse meglio lasciarli sulla graticola senza possibilità di appello? Ma la vera domanda da porci è: darebbe fastidio a qualcuno la moviola in campo?

Sicuramente non ai tifosi, del resto le decisioni sono prese dal team arbitrale in totale autonomia, essi non dovrebbero risentire del parere del pubblico ne tanto meno di quello dei giocatori o degli allenatori, indi per cui difficilmente la moviola in campo si attesterebbe come motivo di critiche esterne e/o contestazioni varie, anche perchè davanti alla realtà spicciola sarebbe difficile sottrarsi a giudizi o considerazioni. Gli arbitri avrebbero forse meno problemi a portare avanti una partita in quanto vedrebbero “aumentate” le proprie capacità, facendo appunto leva sulla compagine tecnologica che avrebbero a disposizione, diventando così dei novelli “superman” rispetto ai fischietti di altre epoche. Allora qual’è il vero problema della moviola in campo?

La risposta è semplice: la sua regolamentazione. Come affrontare il problema risulterebbe esso stesso un problema, questo per tutti gli organi competenti, a partire dalla FIFA o dalla UEFA fino alle federazioni nazionali, più facile allora glissare, dicendo di no e voltando le spalle al progresso, in un certo qual modo cristallizzando il calcio, quasi fosse inattaccabile, “incontaminabile”. Eppure qualcosa bisogna fare, bisogna avere il coraggio di sperimentare magari “rubacchiando” qua e la dagli altri sport che si avvalgono già della tecnologia che sono ormai la maggior parte, infatti non solo il Football Americano si avvale di essa, anche il Tennis, il Basket, il Rugby e la Scherma si sono dotati di questo supporto, con delle limitazioni che potrebbero essere oggetto di indagine se potenzialmente applicabili anche al calcio. (Football utilizza “Occhio di Falco” due volte a match, nel Basket si controlla la posizione dell’ultimo tiro e nella scherma gli ultimi tre secondi). La “carne” da mettere sul fuoco è quindi tanta, a prima vista forse troppa, ma ciò non deve spaventarci, non si può bloccare lo sviluppo di un qualche cosa solo per “paura”, in tal senso la storia umana insegna, adesso resta solo da trovare un presidente di federazione capace di sobbarcarsi tale incarico con corrispondente forza, capace soprattutto di sopportare un potenziale linciaggio mediatico di livello mondiale.

Dr Jekyll, Stefano Mastini 

Mr. Hyde: a quale prezzo?

Ed ecco che ci risiamo, altra giornata di campionato, altre polemiche e soprattutto altri errori arbitrali da parte dei fischietti italiani, che non stanno di certo vivendo la loro migliore annata. Come naturale conseguenza degli errori della classe arbitrale, arriva puntualmente l’invocazione da parte della maggioranza fra addetti ai lavori e soprattutto tifosi, dello strumento in grado, a detta loro, di risolvere ogni problema di questo genere: la moviola in campo. La lotta per introdurre questo strumento sui terreni di gioco è partita in Italia ormai da una ventina d’anni, con il buon Aldo Biscardi, nelle vesti di condottiero e primo promotore della tecnologia. Ma siamo sicuri che tale strumento porti realmente ai vantaggi sperati, e soprattutto a che prezzo? Innanzitutto dovrebbe essere rigidamente regolarizzata, determinando in che situazioni utilizzarla, stabilendo l’individuo preposto al suo utilizzo ecc… Ammesso che si riesca a stabilire un pacchetto di regole abbastanza convincente da permetterne l’uso subentrerebbero una serie di altre problematiche. Un gioco decisamente troppo frammentato dagli utilizzi dello strumento, che possono essere pochissimi, come moltissimi nell’arco di oltre novanta minuti di gara. Il gioco si fermerebbe ogni qualvolta gli arbitri non sono certi di una situazione oppure quando le squadre lo richiedono? Ci sarebbe anche la questione del tempo da recuperare, portando magari partite in cui vi sono presenti parecchie situazioni a durare molto di più del previsto. Ultima ma non meno importante è la questione dell’infallibilità: siamo sicuri che la moviola in campo sia in grado di dare un responso oggettivo e inattaccabile? Su quest’ultimo punto, basti pensare alle innumerevoli trasmissioni sportive che siamo costretti a sorbirci ogni fine settimana sulle decisioni errate dei direttori di gara, e osservare che in alcuni casi i ‘moviolisti’, risultano in disaccordo con i pareri degli altri presenti in studio. Insomma seppur la moviola è uno strumento oggettivo è comunque la componente umana a prendere la decisione finale, che potrebbe quindi a prescindere dalla tecnologia incappare in errori di valutazione. Inoltre si perderebbe anche quell’imprevedibilità che ha sempre contraddistinto il gioco del calcio e che ha contribuito a renderlo così spettacolare e verrebbe meno così facendo anche il ruolo stesso dell’arbitro che finirebbe in secondo piano.

Ad esprimere il proprio parere ci ha pensato anche il presidente dell’A.I.A., Marcello Nicchi: “Ho un’idea molto chiara, cioè che come sempre dobbiamo applicare i regolamenti che esistono e oggi la moviola non c’è, ma dico che se domani dovesse arrivare il calcio elettronico potremmo cominciare a dire che il calcio è finito e possiamo parlare di qualcosa che non è più calcio, perché ci sono una serie di problemi che andrebbero affrontati e che sono irrisolvibili”. Oltre a Nicchi negli ultimi giorni è intervenuto anche Jerome Valcke, segretario generale Fifa che ha parlato delle motivazioni che hanno spinto la federazione a vietare l’utilizzo del video sui terreni di gioco: “Con l’ingresso del video si rischia di snaturare il nostro sport. Se ogni decisione dell’arbitro deve passare da un controllo video, il gioco sarebbe sin troppo spezzettato. La moviola funziona per alcune discipline con molte pause, ma una delle forze del calcio è proprio la continuità dell’azione. Gli svantaggi derivanti dall’uso del video sarebbero di gran lunga superiori ai vantaggi.” In conclusione ci sarà sempre una divergenza di vedute sulla questione, ma siamo sicuri che il vero problema sia introdurre oppure no la moviola in campo? Non sarebbe meglio avere una classe arbitrale più attenta e preparata che sia in grado di evitare l’arrivo ad una soluzione così drastica?

Mr Hyde – Giuseppe Barone

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