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Direttamente dagli Stati Uniti arrivano i risultati di uno studio che vorrebbero abolire i colpi di testa nel calcio dei bambini per ridurre la possibilità che si sviluppi il morbo di Lou Gehrig, più conosciuto come Sla

Tutto sarebbe iniziato dopo un’autopsia di un giocatore professionista americano di 29 anni, Patrick Grange, morto per Sclerosi Laterale Amiotrofica. Grange era un calciatore semi-professionista riconosciuto da tutti come un gran colpitore di testa e secondo il responso dei ricercatori la parte danneggiata del cervello che avrebbe anche causato lo sviluppo della malattia, corrispondeva proprio alla zona in cui era solito colpire il pallone con la testa. “Non possiamo dire con certezza che la causa siano i colpi di testa, ma è possibile che i continui colpi abbiano alimentato i danni”,  ha affermato la dottoressa McKee.

E’noto  che nei bambini la calotta cranica sia ancora in pieno sviluppo: dunque, vietare l’uso dei colpi di testa nel calcio giovanile potrebbe risultare un fattore determinante nella prevenzione di quelle patologie derivanti da disfunzioni e lesioni cerebrali.

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