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Fabiani

Signa, Laurenziana, Fucecchio, Ginestra, Juventus Tavola, Sorms San Mauro, Virtus San Donnino e Montelupo. Un’onesta carriera oscillando tra Promozione e Prima Categoria lunga 40 anni! Fabio Fabiani nello scorso weekend durante l’incontro casalingo di Terza Categoria tra la squadra G.Donizetti, in cui milita, e Lebowski (girone B) nello stadio comunale della Lastrigiana ha raggiunto l’incredibile traguardo delle 1000 partite giocate in un campionato organizzato dalla FIGC. Tutto a Signa, dall’esordio del ragioniere classe 1956 alla presenza numero 1000, avvenuta sabato, quando l’highlander del calcio italiano è entrato in campo al ’70 ed è stato accolto dallo striscione di amici e tifosi “1000 emozioni un solo grande amore”.

LA PASSIONE – L’ingresso da capitano e la vittoria con gol segnato su rigore proprio da Fabiani. La giornata di sabato è difficile da descrivere a parole – spiega Fabiani ad Eurosport – gli spalti pieni, lo striscione, l’accoglienza dei compagni e del mister e poi quel gol su rigore che per fortuna è andato dentro e mi ha permesso di togliermi la maglia da gioco e mostrare la maglietta celebrativa realizzata da mia moglie con al centro la data della partita e dietro la schiena il messaggio ‘1000 nella testa, negli occhi e nel cuore’. A fine partita poi i compagni mi hanno portato in trionfo e ho anche ricevuto anche una targa in premio dal dirigente del comitato federale Toscana, Roberto Belloci. Tutto bellissimo e indimenticabile anche se io non ho intenzione di fermarmi a questo punto della stagione. Ci sono ancora sette partite di campionato da disputare e spero di giocarle per chiudere bene la stagione e chiudere a metà classifica poi quest’estate vedrò il da farsi anche se, lo confesso, almeno un’altra annata non mi dispiacerebbe propria farla”.

LO ZIO – Il calcio sin da piccolo è sempre stato in cima ai miei pensieri – racconta lo ‘Zio’, soprannome che lo accompagna da quasi 20 anni e con il quale è conosciuto su tutti i campi della Toscana – Ho iniziato a giocare da piccolino e da quell’istante non sono riuscito a smettere. Pensate che grazie al calcio ho trovato anche mia moglie Patrizia. A metà anni ’70 lei insieme al padre veniva a vedere le partite del Signa, dove io giocavo. E’ a bordo campo che la notai ed iniziammo a frequentarci. Patrizia è sempre stata la mia prima tifosa e mi ha sempre spronato a continuare. L’agonismo, il gioco di squadra, il clima speciale dello spogliatoio, l’allenamento, gli sfottò fra i compagni, la partita e la pizza post partita a base di risate sia che si vinca o che si perda: sono cose a cui non riesco a rinunciare e che mi hanno spinto in tutti questi anni a fare una vita da atleta e ad essere sempre presente agli allenamenti e a disposizione del mister, che regolarmente da quasi 10 anni è sempre più giovane di me!”.

MEDIANO GRINTOSO – Fabiani è un mediano grintoso e di temperamento che nonostante il grave infortunio del 2008 (rottura del menisco) ha mantenuto intatta la sua voglia di giocare e il suo amore per lo sport: “Nonostante viva a pochi passi da Firenze sono da sempre uno juventino sfegatato. Sono cresciuto nel mito di Anastasi e Furino e, nel mio piccolo, ho sempre cercato di interpretare il calcio come lui mordendo sempre le caviglie degli avversari, recuperando palloni e smistandoli in avanti. Fino a 40 anni ho giocato in mezzo al campo poi gli ultimi 15-16 anni li ho trascorsi in difesa, da difensore centrale. L’unico problema è che l’autonomia è quella che è e spesso mi capita di entrare a gara in corso e giocare 15-20 minuti. Ringraziando il cielo tranne qualche dolore alle articolazioni non ho mai avuto gravi infortuni: solo nel 2008 sono dovuto andare sotto i ferri per la rottura del menisco”.

112 GOL REALIZZATI – Fabiani ha esordito nel maggio del 1975 e fino ad oggi, dopo oltre 37 anni, ha raggiunto questo prestigioso obiettivo disputando 927 partite di campionato, 67 di Coppa, 2 nella Rappresentativa Toscana di 1/a Categoria e quattro in quella di Promozione, vincendo sette campionati (due di Prima categoria, uno di Seconda Categoria e quattro di Terza) realizzando complessivamente anche 112 gol. “Ancora non ho deciso se giocherò ancora nella stagione sportiva 2014-2015. Il mio desiderio è quello di rimanere, anche come dirigente, nel mondo del calcio al quale praticamente ho dedicato tutta la mia vita. Ma non mi dispiacerebbe provare ad arrivare a giocare fino a 60 anni. Poi spero che mia figlia Alessandra mi regali un nipotino col quale giocare a calcio. Il sogno nel cassetto sarebbe quello di fare una sgambata con la Juventus a Vinovo. Lancio un appello alla dirigenza bianconera, a Conte e ai campioni bianconeri. Comunque, credetemi, anche così sto bene”.