SHARE

C_29_articolo_1029172_lstParagrafi_paragrafo_1_upiImgParFull

“E’ stata una partita veramente molto particolare, abbiamo dovuto lasciar fuori diversi giocatori, le Nazionali, la necessità di far riposare qualcuno, tutto questo penso abbia inciso. Adesso c’è Madrid e dobbiamo ricaricare le batterie”. Queste le parole di Adriano Galliani al termine della gara persa dal Milan in quel di Udine. Parole che raccontano una sconfitta che a due giorni dalla sfida del Vicente Calderon con l’Atletico Madrid proprio non ci voleva, soprattutto per il modo in cui è arrivata. Il Milan pimpante e sicuro di se visto nelle gare con Sampdoria e Juventus, ha lasciato il posto a un Milan impacciato che, soprattutto nel secondo tempo, ha viaggiato sui binari di una mediocrità di idee e di corsa eccessiva, a tratti imbarazzante al confronto di una Udinese sempre pronta a pungere. Ma quello che deve fare più riflettere il popolo rossonero è la mancanza di lucidità sottoporta da parte degli uomini di Clarence Seedorf, infatti contro Atletico Madrid, Sampdoria, Juventus e Udinese il Milan ha segnato solo due gol, nonostante le tante occasioni avute. Questo dato preoccupa ancora di più soprattutto se si tiene conto che martedì, nel ritorno degli ottavi di Champions, la squadra rossonera dovrà fare almeno due reti se vorrà passare il turno. Le attenuanti per la sconfitta di ieri però non mancano; come detto da Galliani il Milan visto a Udine era imbottito di giocatori che raramente partono nell’11 titolare di Seedorf, o che rientravano da lunghi infortuni (vedi Birsa e De Sciglio). Solo tre giocatori che hanno cominciato la gara del Friuli infatti saranno titolari anche a Madrid, questo a testimonianza dell’ampio turnover messo in campo dal tecnico olandese conscio di dover dosare le forze in vista del decisivo impegno con la squadra di Simeone, forse l’ultima spiaggia per raddrizzare una stagione fino ad ora fallimentare.

SHARE