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Juventus

Quando esattamente 19 giornate fa la Fiorentina batteva clamorosamente una Juventus scricchiolante al Franchi, mentre una solidissima Roma inanellava l’ottava vittoria consecutiva ai danni del Napoli, in pochi avrebbero pronosticato la classifica odierna. Certo, probabilmente i bianconeri rimanevano ancora i favoriti per il tricolore ma che i titoli di coda potessero giungere già nella prima metà di marzo rimaneva al di là dei pensieri anche dei più appassionati Drughi dello Stadium. Salvo incredibili rimonte, che la nostra cara serie A non ha fatto mancare in qualche occasione, questa 27/a giornata sarà ricordata come quella in cui la Juventus ha azzannato definitivamente il terzo scudetto consecutivo.

La partita di ieri è stata l’esatto contrario di quella dell’andata, poche emozioni, pochi gol ma tanta sostanza messa in campo dai bianconeri che, in una giornata in cui le bocche di fuoco restano all’asciutto, pescano il jolly Asamoah, tra i peggiori in campo dell’andata. Ormai non si contano più i record dei bianconeri, con Conte che inizia a guardare con occhi famelici la stratosferica quota 100. Alla Viola rimane soltanto l’amarezza di una traversa a botta sicura del giovane Matos e la consapevolezza che con un Pepito Rossi in più, la stagione avrebbe potuto avere prospettive ben più positive.

Roma e Napoli  c’hanno provato a tenere in vita il campionato ma, come spesso accade, le due contendenti hanno finito per azzuffarsi tra di loro favorendo la sterzata definitiva della capolista. La partita del San Paolo ha mostrato forse l’unica pecca della squadra giallorossa. In un collettivo di alto livello con uno stile di gioco più europeo che mai, la mancanza lì davanti di un vero fuoriclasse a fare la differenza, un Tevez o un Higuain tanto per intenderci. Dal canto suo il Napoli porta a casa 3 punti fondamentali, rivendicando tante altre giornate meno fortunate in cui aveva seminato tanto ma raccolto poco.

Nella corsa all’Europa più piccola non perdono colpi Inter e Parma che, battendo rispettivamente Torino e Verona, diminuiscono il gap con la Fiorentina e ricacciano indietro proprio le dirette avversarie. I nerazzurri sfatano il “tabù Thohir” ma soprattutto quello della domenica pomeriggio, era infatti da novembre che l’Inter non vinceva una partita alle 15. Palacio ha trascinato ancora una volta i suoi alla vittoria condannando i granata alla quarta sconfitta nelle ultime cinque. Il Parma dal canto suo si consacra definitivamente tra le 7 sorelle del campionato, occupando il posto lasciato vacante da Milan e Lazio, entrambe uscite sconfitte da questa giornata. In una competizione dal tasso tecnico non propriamente elevato, Donadoni sta firmando un piccolo capolavoro coccolando i vari Cassano, Biabiany e Marchionni, difesi strenuamente dal trio Mirante-Paletta-Lucarelli.

Nella domenica in cui Atalanta e Sampdoria raggiungono (quasi) matematicamente la quota salvezza, non si muove di molto la classifica delle ultimissime con un quintetto aperto dal Chievo e chiuso dal Sassuolo che dovrà penare fino a maggio per continuare a godere del paradiso della “A” scongiurando il purgatorio della “B”.

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