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salisburgo

di Matteo Lavati

Attenzione, pericolo valanghe di reti se giochi contro il Salisburgo.

Nella città natale di Mozart, ultimamente nel teatro della Red Bull Arena si ascolta una soave melodia, scandita dalle note delle reti di Soriano e guidata da un direttore d’orchestra nuovo a molti: il tedesco Roger Schmidt, passato in patria da giocatore nelle serie inferiori e un curriculum vitae ancora tutto da scrivere. Il Salisburgo gli ha concesso un’occasione che sta sfruttando in pieno e che lo porterà a vincere il suo primo titolo. Il Bayern d’Austria sorprende e l’appellativo calza a pennello: i biancorossi hanno battuto il vero Bayern in amichevole 3-0 e giocano un calcio moderno, fatto di giocate rapide, tanto movimento senza palla e soprattutto tante reti, ben 88 il sole 26 partite. Giovane allenatore per una giovane gruppo, in cui tutti i membri, ad esclusione del terzo portiere, sotto i 30 anni. Un pragmatismo applicato al calcio che ha portato subito dei suoi frutti: segnare almeno due reti nella stessa partita al portiere Gulacsi è una mezza impresa, mentre lá davanti Soriano e il giovane Manè si confermano “animali da gol”. Chiedete all’Ajax di Frank De Boer per avere ulteriori conferme. In Europa League ha sorpreso dominando e superando il girone a punteggio pieno, mentre nei sedicesimi ha passeggiato sui lanceri discesi dalla Champions League. Il Salisburgo sarà quindi “un’eccezione” o è già da considerare “una regola”?  Per i bookmakers la seconda, infatti danno gli austriaci già favoriti questa sera al St Jacob di Basilea, ostacolo duro che in Champions in due partite contro il Chelsea di Mou ha raccolto 6 punti.

Altro banco di prova per questa matricola che si sta lanciando nel calcio dei “grandi”.

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