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Juventus-Fiorentina Europa League

Non una gran serata quella vissuta dalla Juventus nell’andata degli ottavi di finale di Europa League. Dopo essere andati in vantaggio dopo soli tre minuti infatti, gli uomini di Conte si sono fatti raggiungere nella ripresa da un redivivo Mario Gomez, abile ad infilare Buffon con un gol da bomber vero. Gol che ha complicato maledettamente i piani del tecnico leccese. che ora si ritrova nella non invidiabile condizione di dovere portare la squadra a Firenze con l’obiettivo di vincere e basta. Niente drammi però in casa Juve per un’impresa ancora alla portata, i bianconeri infatti hanno sempre segnato nelle trasferte fin qui disputate in questa stagione, ma che risulta più complicata alla luce della prestazione di ieri.

Antonio Conte infatti dovrà riflettere in modo particolare sul vistoso calo che ha patito la sua squadra nel secondo tempo dove è apparsa molle e sulle gambe, rispetto a una prima frazione giocata a buoni ritmi sin da subito, e dove a ripetizione è riuscita ad impensierire e non poco la retroguardia viola. Alcune scelte di formazione poi non sono apparse del tutto azzeccate, non tanto nella scelta dell’undici titolare ma bensì nei cambi in corsa. Se l’ingresso di Llorente al posto di Giovinco è stato dettato da un fastidio fisico dell’attaccante ex Parma, stessa cosa non si può dire per l’ingresso di Pogba per Osvaldo. Fuori un attaccante dentro un centrocampista, interpretabile come una richiesta di Conte ai suoi giocatori di preoccuparsi più di contenere la Fiorentina che di cercare l’affondo che con tutta probabilità avrebbe chiuso il discorso qualificazione. Da li in poi la squadra di Montella invece ha preso coraggio, conscia di un calo fisico evidente degli avversari non più propensi ad offendere in maniera sistematica, e da lì a poco è arrivato il gol di Mario Gomez. Oltretutto se si pensa che Marchisio è uscito dal campo molto affaticato e dolorante a causa di un probabile stiramento, viene da chiedersi se non sarebbe stato più logico sostituire proprio lui con Pogba, confermando l’assetto a due punte per evitare l’abbassamento del baricentro che ha permesso alla Fiorentina di mettere alle corde la Juve nel finale. Ovviamente queste sono tutte riflessioni a posteriori di un pareggio arrivato a dieci minuti dallo scadere, se la partita fosse finita 1-0 staremmo qui a parlare di una Juve che con le unghie e con i denti è riuscita a difendere un vantaggio preziosissimo per il discorso qualificazione. Per questo non ci sentiamo di mettere alla gogna Antonio Conte per le scelte compiute, scelte che però in vista della trasferta di Genova in campionato che anticiperà la gara di ritorno del ‘Franchi’ dovranno essere riviste e corrette.

Come detto dal tecnico infatti nel dopogara, ha mandato in campo il miglior undici possibile, anche alla luce di varie valutazioni che egli stesso, vedendo i giocatori quotidianamente, ha ritenuto opportuno fare. Valutazioni che nel posticipo contro la squadra di Gasperini, non potranno prescindere dal ritorno contro la Fiorentina quattro giorni dopo, e i tanti punti di margine sulla Roma permettono ad Antonio Conte di compiere la scelta, coraggiosa per il suo modo di intendere il campionato, di dosare le forze in vista di quella che si preannuncia una trasferta caldissima nel capoluogo toscano.

 

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