lunedì, Novembre 29, 2021

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Wigan Athletic: storia di una partita a scacchi con il destino

Per il primo appuntamento della rubrica di approfondimento sul calcio inglese non pootevamo che iniziare con la squadra- copertina di questa settimana, il Wigan Athletic. Nato nel 1932, il Wigan milita attualmente in Championship, occupando il  sesto posto a parimerito col Reading, l’ultimo buono per giocare i play-off che decideranno la promozione in Premier League; nonostante la militanza in seconda serie, i Latics hanno sconfitto Domenica nei quarti di finale della FA Cup niente meno che il Manchester City, addirittura all’Etihad, bissando tra l’altro il successo dell’anno scorso nella finale di FA Cup proprio contro il City.

LA VENDETTA DEI LATICS La rivalità tra Citizens e Latics dura però da ben 15 anni. Oltre al fatto di essere un derby, Wigan dista da Manchester soli 38 kilometri, il vero motivo di rivalità tra le due formazioni risale al 1999, anno in cui Wigan e City si scontrarono nelle semifinali dei play- off di seconda serie, validi per la promozione in Premier. Per il Wigan si trattava della primissima possibilità di giungere nella massima competizione del calcio inglese, possibilità negatagli  dal City e da Shaun Goater. I Citizens, poi vincitori della finale dei play- off ai rigori contro il Gillingham, superarono i Latics solo grazie alla rete di mano dello stesso Goater nella gara di ritorno, vinta in questo modo per 1-0. La vendetta è però un piatto che va servito freddo e, tra il Maggio 2013 e la scorsa Domenica, i Latics possono ritenersi finalmente in pari con il destino e con il City. La rete di Watson nei minuti di recupero lo scorso Maggio permise al Wigan di alzare il suo primo, storico, trofeo nazionale; permettendo tra l’altro ai Latics di giocare l‘Europa League in questo 2013- 2014. Tutto qui? Non proprio. Dopo soli tre giorni dalla vittoria in FA Cup il Wigan viene sconfitto per 4-1 dall’Arsenal e viene matematicamente retrocesso in Championship. In questa stagione il Wigan lotta il Sabato per conquistarsi la promozione in Premier e, il Giovedì, per onorare l’Europa League. La campagna europea si conclude ai gironi di qualificazione, con l’ultimo posto in classifica nel giorne D con Rubin Kazan, Maribor e Zulte Waregem.  La squadra allenata quest’anno da Uwe Rosler, ex attaccante manco a dirlo del City, si comporta abbastanza bene in Championship senza alti nè bassi. L’occasione per renderla speciale è ancora una volta la FA Cup e, ancora una volta, la sfida col City di Pellegrini. All’Etihad, Domenica scorsa, i Latics fanno l’impresa vincendo per 2-1 grazie alle reti di Jordi Gomez su rigore e Pearch e passano alla semifinale, da giocare contro l’Arsenal.

DW Il Wigan è solo da vent’anni nel giro del calcio che conta, merito del suo presidente, David Whelan, che comprò il club, militante all’epoca in terza serie, nel 1995, promettendo, nonostante lo scetticismo generale, di portarlo in Premier League. La storia di David Whelan è particolare: giocatore del Blacburn Rovers si rompe una gamba nella finale di FA Cup del 1960, contro il Wolverhampton, in una di quelle partite che costruiranno il mito del “Wembley hoodoo”, letteralmente la maledizione di Wembley. Con i soldi dell’assicurazione decide di acquistare una piccola azienda di materiali sportivi, la JJ Brandbunds, facendola crescere al punto di diventare la seconda in Inghilterra per fatturato tra gli anni ’80 e ’90. Nel 1995 acquista il Wigan Athletic e, in dieci anni, lo porta dalla terza serie del calcio inglese alla storica promozione in Premier. Nel 2009 vende la JJB, tenendosi per sé solo il comparto del fitness, rinominando l’azienda con le sue iniziali DW. Decide infine di auto- sponsorizzarsi il Wigan, cosa che gli permette di cambiare il nome dello stadio in cui gioca le partite casalinghe in DW Stadium. La vittoria in finale di FA Cup lo scorso anno sembra rappresentare per Whelan la chiusura del cerchio, permettendogli a 53 anni di distanza di riprendersi ciò che il destino gli aveva tolto nel 1960. La storia di DW in qualche modo rappresenta la storia di tutto il Wigan: una lunghissima partita con il fato che non sembra volersi interrompere.

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