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Il vaso era già pieno da tempo, serviva l’ennesima goccia di una stagione a dir poco deludente per rovesciare il tutto. Questo il quadro del Milan annata 2013/14, questo l’ambiente di Milanello per Seedorf, neo allenatore dei rossoneri che da ieri ha iniziato a imporre forte la sua volontà e il suo modo di fare. La batosta in Champions League contro l’Atletico Madrid è stato uno schiaffo forte per tutti, dalla dirigenza fino ai giocatori, tutti si aspettavano infatti una partita difficile, nessuno avrebbe pensato ad una vera e proprio debacle finale.

SEEDORF E IL MOMENTO Non è dei migliori dicevamo, moltissimi giocatori non rientrano nel piano tattico dell’allenatore, altri hanno ormai dimenticato la forma migliore, sia fisica che mentale, il leggero equilibrio che si era formato nella parte finale di campionato sotto la guida di Allegri è andato del tutto scemando, lasciando nelle mani del tecnico olandese un giocattolo a dir poco da restaurare. Se è vero infatti che la condizione atletica è davvero deficitaria, argomento da sempre rispolverato dallo stesso Seedorf in ogni sua conferenza stampa, bisogna anche accettare il fatto che la rosa del diavolo risulta priva di qualità e personalità, escluso infatti il solo Kakà o qualche giovane di livello notevole, su tutti De Sciglio, è difficile infatti trovare qualche altro giocatore di livello capace di illuminare il gioco rossonero. Il diavolo ha un bisogno disperato di fare mercato, cercando di attuare una vera e propria svolta epocale, ovvero quel cambio di pelle, quella “muta”, tante volta sventolata ai quattro venti e mai del tutto abbracciata.

SEEDORF E BALOTELLI Ovvero prima la carota, poi il bastone. Questa volta al giovane, ormai nemmeno più di tanto, attaccante della nostra nazionale è toccata la seconda opzione. Se è vero infatti che Seedorf ha sempre cercato di difenderlo in tutti i modi, cercando di spronarlo a mettersi in gioco, dimostrando così le sue capacità, questa volta non si può dire lo stesso, lo sfogo in allenamento con conseguente esclusione rappresentano casi borderline che dimostrano quanto il clima sia teso, quasi non fosse una corda di violino. Mario nazionale non sembra aver fatto breccia nel cuore del nuovo mister e in tal senso non sarebbe poi così inverosimile pensare ad un divorzio nella prossima finestra di mercato, essendo di fatto anche l’unico prospetto della rosa rossonera a vantare un mercato notevole. Berlusconi e Galliani devono ripartire da Seedorf o, a mali estremi, da un altro allenatore subito dal ritiro della prossima stagione, concordare un progetto e un budget di riferimento, non è più possibile “navigare a vista” come succede ormai da anni in cui si è andati alla ricerca disperata dei risultati ignorando tutto il resto, quasi il calcio giocato non fosse solo e soltanto una mera scocciatura in attesa di conoscere l’unica cosa che serve: il punteggio finale. L’importante è fare in fretta per essere pazienti dopo, Roma non è stata costruita in un giorno e i progetti si fanno guardando al futuro, alle volte, ignorando quanto succede nel presente.

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