SHARE

Negli ultimi anni, non sono stati rari i casi di giocatori che hanno evidenziato il loro valore nella seconda serie calcistica professionistica per importanza in Italia per poi fare il grande salto nel Bel Paese e in Europa. Su tutti, impossibile non citare calciatori come Insigne, Immobile, Florenzi e Verratti, che hanno visto svoltare di colpo la loro carriera grazie al palcoscenico regalatogli dalle squadre di B nelle quali avevano militato (precisamente, Pescara e Crotone). Questa tendenza sembra non avere motivo d’invertirsi e, a quanto pare, non saranno soltanto i giocatori “mobili” ad essere protagonisti nel futuro prossimo. Difatti, la Serie B presenta attualmente dei giovani estremi difensori italiani di assoluto valore in chiave futuristica, i quali si stanno mettendo in mostra a suon di buone prestazioni nelle loro rispettive compagini. Andiamo ad osservare insieme quindi quali possono essere i portieri che potrebbero cercare la definitiva consacrazione in Serie A (o anche all’estero, chissà) nei prossimi anni, magari per ricalcare la strada di chi ce l’ha già fatta (due su tutti, Scuffet e Perin). Ne abbiamo scelti per voi cinque, che vi presentiamo in ordine sparso:

NICOLA LEALI – Il nuovo Buffon nicola leali

Si discorre già da anni di Nicola Leali tra addetti ai lavori ed esperti del settore. Saracinesca 20enne della provincia di Mantova, Leali ha già un’esperienza da veterano in Serie B, con tre stagioni piene nelle fila di Brescia (primi approcci da titolare in coabitazione con Arcari), Lanciano e Spezia, dove attualmente para. Esordisce in A a 18 anni, evento davvero raro per un portiere (per di più, italiano). Immediatamente un manipolo di società cerca subito di aggiudicarselo: a spuntarla è la Juventus, che lo ha prelevato dal Brescia per la bellezza di 4 milioni di euro e che ne detiene tutt’ora il cartellino. Il ragazzo brucia le tappe anche nelle selezioni nazionali: subito tutte le minori, poi l’Under 19 va liscia come l’olio, con l’Under 21 farà il terzo agli Europei in Israele e recentemente ha assaggiato la Nazionale Maggiore nello stage organizzato da Prandelli e la Figc a metà marzo. Toccata e fuga, ma una relazione destinata a proseguire. L’investitura ufficiale (o quantomeno ufficiosa) non è tardata ad arrivare: Nicola Leali è ormai considerato l’erede di Gianluigi Buffon, un’assoluta certezza negli anni a venire grazie alla sua esplosività e al suo senso della posizione che, combinati con una buona reattività, certificano la cristallina bontà del giocatore.

 

MIRKO PIGLIACELLI –  L’eccentrico 

Anche lui classe ’93, nato a Roma e cresciuto nelle giovanili della squadra capitolina (dopo un mini passato da 8enne agli storici rivali biancocelesti). Dopo la titolarità indiscussa nella Primavera romanista, con la quale vincerà Scudetto e Coppa Italia di categoria, Pigliacelli farà il quarto portiere per un paio di stagioni in prima squadra senza però mai vedere il campo. Svincolatosi dalla Roma, viene contrattualizzato dal Parma che lo manda prima in prestito al Sassuolo, dove vincerà la B da secondo di Pomini, e poi al Pescara dove però è coperto dagli espertissimi Pelizzoli e Belardi. L’occasione di mettersi in mostra arriva finalmente grazie alla Reggina. Tutti si accorgono di lui dopo un rigore parato a Bari che, insieme ad altri ottimi interventi, permette ai suoi di espugnare il San Nicola. Cercherà di dare una mano fino all’ultimo ai suoi compagni per guadagnarsi la salvezza e il conseguente mantenimento della categoria. La costante presenza di Pigliacelli nelle nazionali minori è indicativa del suo valore: è stato spesso definito un “eccentrico” per la sua voglia di cercare sempre la parata stilosa, pur non peccando assolutamente di concretezza. Si segnala benissimo sulle uscite basse, con una scelta di tempo che farebbe invidia a molti portieri di categoria superiore. Ha sempre dichiarato di volersi ispirare a portieri come Casillas e Peruzzi e, data anche la sua stazza praticamente uguale a quella degli appena citati calciatori, non possiamo che augurargli di raggiungere quei livelli di efficienza!

 

ALFRED GOMIS – Il “fratello d’arte” 

Storia curiosa quella dei fratelli Gomis: ben tre portieri, tutti sotto contratto con il Torino! Il primo, Lys, fa il secondo di Padelli ed ha esordito in Serie A quest’anno contro il Genoa. Alfred è il secondogenito ma, a quanto pare, anche il più “maturo” tra i due. Più alto (1,96, mica male per uno che di mestiere vuol fare il portiere di calcio) e, forse, anche più forte del fratello, difende ottimamente i pali del Crotone con la massima fiducia dell’ambiente. Non è mancata qualche papera in stagione per via di piedi non proprio eccelsi ma, molto spesso, i suoi compagni lo hanno dovuto ringraziare per aver conquistato punti preziosi da portare in saccoccia. Il ragazzo sembra possedere grande carattere: nelle poche gare in cui è occorso in circostanze sfortunate, ha saputo immediatamente reagire col passare dei minuti senza il minimo sentore di apprensione psicologica. Anche lui un ’93’, anche lui già Nazionale italiano Under 20. In stagione ha mantenuto la porta inviolata per ben 7 volte e, siamo certi, non ha intenzione di fermarsi qui.

 

LUIGI SEPE – Lo scugnizzo luigi sepe

Più “vecchio” e, apparentemente, più maturo dei portieri di cui abbiamo parlato in precedenza (è un ’91 ed è già sposato con figli), Luigi Sepe difende i pali della Virtus Lanciano, rivelatasi una delle sorprese del campionato anche grazie alle parate del suo estremo difensore. Nativo di Torre del Greco, cresce nelle giovanili del Napoli. Ha già effettuato il suo esordio in Serie A, nella stagione 2008/2009, in maniera decisamente inaspettata. La gara è Fiorentina-Napoli: Iezzo e Navarro sono infortunati, Gianello si fa male durante il primo tempo e così il ragazzino si trova a dover entrare a freddo contro una tra le squadre più blasonate d’Italia. Si presenta da predestinato stoppando nientemeno che Adrian Mutu con un ottimo intervento. Purtroppo per lui, si rivelerà decisivo per la sconfitta finale non riuscendo a trattenere, forse per la tensione accumulata, un destro ravvicinato apparentemente facile di Montolivo che sancirà il 2-1 finale. La sua scalata in prima squadra subisce così una frenata, ma il Napoli non vuole privarsi di lui e, dopo una bellissima stagione in prestito a Pisa, ecco la titolarità a Lanciano (dove, ironia del caso, gli toccava raccogliere l’eredità di Leali), ovviamente sempre a titolo temporaneo. Sepe si è rapidamente affermato come uno dei portieri più interessanti del panorama calcistico italiano: ottimo para rigori (nella finale della Slovacchia Cup con l’Under 18 contro i pari età della Croazia ne parò 5 su 6), si segnala anche lui per agilità tra i pali e un buon senso di posizionamento. Lo scugnizzo sogna, come tanti altri giovani (leggasi Izzo e Ciano dell’Avellino o Dezi del Crotone) la chiamata in rosa da parte del Napoli, per coronare il suo sogno di bambino e ritrovare la Serie A. Stavolta, senza lasciarsela sfuggire di nuovo.

 

ALESSIO CRAGNO – Lo “strano” 

Dal vecchietto del gruppo al più “adolescente”: Cragno è un classe ’94 nato a Fiesole e tifosissimo Viola, scovato dagli osservatori del Brescia appena 15enne e portato sedutastante sotto l’ala protettrice delle Rondinelle. Portiere dalle caratteristiche piuttosto atipiche: piuttosto basso per l’interpretazione del ruolo (1,76), ovvia ai centimetri mancanti in altezza con una straordinaria potenza di gambe e riflessi (per questo aspetto, ci sta tutto un paragone con Luca Bucci) e con una tecnica di base sicuramente superiore agli altri suoi pari ruolo precedentemente analizzati. La Serie A non è ancora arrivata ma il ragazzo ha già estimatori dall’Europa: pare infatti che il Basilea, club svizzero costantemente impegnato in Champions o Europa League, voglia affidargli la grande occasione di un posto da titolare per la prossima stagione per rimpiazzare il partente Sommer, destinato al Monchengladbach in virtù dell’accordo di Ter Stegen con il Barcellona. Il Brescia già gongola pensando alla plusvalenza futura. Manco a dirlo, Cragno è già stato convocato in Under 21 da Di Biagio dopo la stessa trafila degli altri portieri facenti parte di questa lista. Anche per lui, i prossimi anni sembrano radiosi e ricchi di soddisfazioni.

 

Abbiamo conosciuto 5 portieri italiani di grande prospettiva, dunque. Non sappiamo se tutti riusciranno a toccare le stelle con un colpo di reni o una mano di richiamo, ma una cosa è certa: se davvero ciò che si è visto finora è solo l’inizio, sembra proprio il caso di dire che…siamo in buone mani.

SHARE