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Gli untori erano passati, o meglio sono ormai anni che passano, già da tempo si sentiva aleggiare un sentore epidemico nell’accampamento rossonero, da ieri possiamo definire il Milan ufficialmente in crisi. E dove per crisi non si intende mancanza di risultati, di personalità o di gioco ma di tutte queste tre messe insieme, lasciando quindi che il tutto si avviluppi su se stesso in maniera a dir poco raccapricciante.

CASSANO E IL MILAN Si erano lasciati così un giorno d’estate di un anno e mezzo fa, Antonio se ne era andato, nemmeno a dirlo, con non molti sorrisi da Milanello, ieri è tornato da amico/nemico/infiltrato/mattatore, lo si intende subito quando parlotta con Balotelli ad inizio gara, lo si capisce ancora meglio quando si presenta sul dischetto del rigore e risoluto fredda Amelia. Non poteva che essere un “fuoriuscito” a mettere al bando tutti, eh si perchè adesso rischiano tutto e tutti, dai dirigenti, con Galliani in pompa magna, Allenatore e giocatori passando per agenti entourage e compagnia bella, la decadenza è dietro l’angolo e molte teste cadranno di qui all’inizio della nuova stagione. Adesso bisogna iniziare a parlare di programmazione, questa sconosciuta signora messa da parte ormai da anni dalla dirigenza milanista, avviluppata e incentrata tutta nella figura del super factotum Galliani, da sempre dedito a sviscerare statistiche e scartabellare numeri che, evidentemente, non sono riusciti a mascherare la crisi incombente a nessuno tranne che a lui e a tutto il suo staff. Ieri lo stesso Direttore Generale del club aveva ribadito ”Fa sicuramente male vedere certe cose, bisogna ricordarsi del percorso fatto dalla squadra. Nell’ultimo secolo nessuno ha fatto bene come noi. Non saprei cosa dire, questo periodo di flessione è capitato a tutte le big, Inter e Juventus sono state fuori per anni dalle Coppe Europee. Andiamo avanti. Balotelli? Io sono molto contento dell’acquisto di Balotelli e lo sono anche i nostri tifosi, senza di lui non saremmo andati in Europa l’anno prossimo. Mi sembra ingeneroso criticarlo, se si guardano i gol fatti è il giocatore che ha fatto più gol per il Milan. Purtroppo in mente resta solo l’ultima partita e non l’anno solare. Nel calcio la memoria è troppo corta, Balotelli ha fatto tanto e credo che stiamo dando troppa enfasi a queste proteste”. Tutte parole che sembrano sempre più buttate lì tanto per far facciata, quasi ad insabbiare e nascondere ormai il cadavere putrescente.

MILAN-SEEDORF-GALLIANI Se è vero che per Galliani son tempi duri lo stesso vale anche per Seedorf che lo stesso DG ha difeso riguardo le possibile schermaglie mediatiche con Allegri Credo che i media abbiano enfatizzato, tutte le decisioni prese dal Milan in questi anni le abbiamo sempre avallate io e il presidente. Con Allegri ho un buonissimo rapporto e lui stesso ha capito che si doveva cambiare. Gli allenatori sono sempre legati ai risultati”. Diciamolo chiaramente l’attuale allenatore del Milan non è stato molto “carino” nei confronti del suo predecessore, ripetendo sempre come la squadra sia in difficoltà a causa della forma atletica, quindi per quello fatto dall’ex allenatore del Cagliari. Non è stata una grande scelta quella di dire determinate cose ai media, Seedorf ha dimostrato troppo superbia, quasi fosse ammantato da un’aura di intoccabilità solo di chi sa di avere appoggio dalla società. L’obbiettivo è lavorare, come ribadito dallo stesso tecnico, ma forse è anche il momento di improntare il tutto anche verso una ricerca del gioco, che risulta assente per larga parte delle partite del diavolo; la sua stessa cocciutaggine nel riproporre il medesimo modulo seppur a fronte di numeri negativi è stata fin troppo ardita, in tal senso non ci risulta nemmeno tanto strano che Berlusconi stesso sia in attesa di qualche mossa da parte del suo ex giocatore ora devoto alla panchina.

MILAN E I GIOCATORI Adesso tocca a loro, come prima cosa mettiamo subito in chiaro che: in questo Milan non ci sono fuoriclasse, al massimo qualche buon giocatore, alcuni tecnicamente parlando sarebbero anche notevoli, peccato che poi manchino di personalità o di impegno. Il Parma ieri ha dimostrato di avere più valore, per assurdo Mexes doveva essere espulso prima della fine del primo tempo, per non parlare poi del rigore, a dir poco generoso, concesso a Montolivo; indi per cui il risultato finale sarebbe potuto essere ben peggiore di quanto già non sia, insomma niente sembra più riuscire a far voltare pagina al Milan targato 2013/14. L’obbiettivo è quello di arrivare il più in fretta possibile alla fine della stagione, in modo da far mercato e togliersi tanti pesi dal monte ingaggi e dallo stomaco. Uno di questi potrebbe essere Mario Balotelli, ieri in gol su rigore, apparso notevolmente svogliato per tutta la prima frazione di gioco; non si può definire campione un giocatore solo da quanto è potente il suo tiro o per la sua media realizzativa dagli undici metri, un campione dovrebbe essere un giocatore che sa sobbarcarsi i problemi di una squadra, non crearli, un campione dovrebbe essere un punto di riferimento per i compagni, non vivere sull’onda del momento. Per questi motivi, e molti altri, non si può dire che Balotelli sia un campione, ed è anche sbagliato continuare a difenderlo continuamente, dovrebbe esserci più meritocrazia, peccato che questa sia continuamente mutilata dagli stessi che rilasciano dichiarazioni a suo favore e a chi gli permette determinati comportamenti.

COME FINISCE IL MILAN La stagione, se continua con questo trend, veramente male, è una sconfitta per tutti, poco da dire e poco da fare, inutile nascondere o insabbiare il tutto, la realtà viene a galla, lentamente, ma viene a galla. Dicevamo come l’epidemia fosse latente già da tempo, serviva il focolaio giusto “et voilà” il resto è fatto; adesso che il “vaso di Pandora” è stato aperto in pochi, forse nessuno, sanno già come andrà a finire, quello che sembra, unanimamente, oggettivo è il distacco con i tifosi che finirà per strangolare la dirigenza attuale, del resto questo è quello a cui si va incontro quando si decide di impostare e portare avanti determinati atteggiamenti e dichiarazioni, la chiarezza, purtroppo, sembra latitare in quel di Milanello.

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