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Paolo Maldini, capitano di tante battaglie del Milan dal 1979 al 1985 e poi in Serie A dall’85 al 2009, ha concesso una intervista esclusiva all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” che farà discutere. Maldini infatti critica senza misure l’attuale dirigenza del suo ex club ed in particolare la figura di Adriano Galliani. Lo stesso Maldini svela poi perché il suo ingresso in società non si sia concretizzato. Ecco quanto evidenziato da Maidirecalcio:

CHE RABBIA –“Sono arrabbiato e deluso per quello che sta accadendo al Milan, in poco tempo è stato gettato al vento un decennio di duro lavoro per portare la squadra in alto. Vedere tutto questo mi fa impazzire. Perché accade tutto questo? Per l’addio di tanti calciatori dalla mentalità vincente: il Milan ne ha avuti molti negli ultimi 25 anni ma nessuno di loro lavora nel club, solo Tassotti che tra l’altro ho sentito potrebbe andarsene alla fine della stagione. Se fosse vero sarebbe un danno enorme per il Milan”.

HO PARLATO CON LA SOCIETA’ – “Non sputo nel piatto in cui ho mangiato per anni, non è una questione personale la mia. E’ solo che soffro vedendo il Milan ridotto così e mi sento ancora parte di questa squadra. Con Barbara Berlusconi ho parlato due volte venendo indicato, dopo la divisione delle competenza, come il successore di Galliani per l’area tecnica. Ma poi non ho sentito più nessuno, mi sentivo pronto, peccato…”.

CI VUOLE UN PIANO “Manca un progetto, si vive alla giornata e non si guarda al domani. Invece bisogna comprare giocatori che siano funzionali al gioco, non prendere solamente gli svincolati. Perché se fai così ti può andare bene una volta, massimo due. E poi quando gli fai un contratto da re spendi comunque un mucchio di soldi”.

IO E ADRIANO – “Galliani è un grandissimo dirigente ma non è in grado di capire i calciatori. Fa tutto lui e questo non è possibile. Affidarsi agli stessi procuratori, in particolare ad uno, ti porta a farti fare l’affare poche volte. Quando Leonardo mi voleva per ricoprire la carica di direttore sportivo Galliani disse di me che ero una figura superata. Ma se ti affidi a gente capace gli sbagli si riducono al minimo…invece è successo che Pirlo è stato regalato alla Juve e gli ha fatto vincere due scudetti, per ora. Un addio di Galliani? Lui si sente onnipotente e questo non gli fa capire che i risultati sono arrivati anche per merito degli altri oltre che suoi”.

SILENZIO DALL’ALTO – “Il presidente non è molto coinvolto, si capisce dalla situazione attuale. Per quanto riguarda Barbara non so se sia in grado di gestire il Milan, occorre vedere a chi si rivolgerà, ma non penso sia esperta di calcio e che conosca i calciatori”.

SEEDORF NON HA COLPE – “Clarence ha personalità e coraggio, più di Guardiola. Non ha nessuna colpa di quanto sta accadendo al Milan, obiettivi e chiarezza sono assenti e purtroppo e lui si ritrova a metterci la faccia quando forse si doveva prendere un allenatore più conservativo. Così invece c’è il rischio che si bruci. L’esonero di Allegri? Io non l’avrei fatto, non ho mai pensato che un altro tecnico potesse fare meglio di lui quest’anno. Inzaghi? I due anni alle Giovanili e l’esperienza alla Primavera contano, ma c’è la necessità che venga supportato e non mandato allo sbaraglio”.

BALOTELLI “Mario non è ancora un campione. Non lo conosco ma penso che se andasse alla Jvuentus, dove ci sono organizzazione, idee chiare ed un allenatore che non ti concede “sgarri”, farebbe il salto di qualità. Anche il gruppo solido di italiani lo aiuterebbe a migliorarsi. Ma è sbagliato scaricare tutte le colpe sul solo Balotelli”.

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