SHARE

A sette anni di distanza, il dolore non si è ancora placato. Nel 2007, infatti, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri venne ucciso da un colpo di pistola lasciato partire da un membro delle forze dell’ordine mentre si stava recando con degli amici in trasferta a Milano (era in programma Inter-Lazio). Quel giorno su tutti i campi i calciatori indossarono la fascia nera al braccio in segno di lutto. Tutti tranne Clarence Seedorf in Atalanta-Milan, gara poi rinviata. Intervenuto oggi ai microfoni diRadio Manà Manà, Cristiano Sandri, fratello dello sfortunato tifoso ucciso, non ha risparmiato parole al veleno nei confronti dell’attuale allenatore rossonero:

Seedorf è un piccolo uomo – ha detto -. Il suo rifiuto di portare il lutto braccio la domenica successiva all’omicidio di mio fratello Gabriele fu un atto di anticonformismo fuori luogo oltre che di scarsa sensibilità, dietro al grande calciatore c’era solamente un piccolo uomo. Una decisione che si commenta da sola. Accanto alla contestazione al presidente della Lazio Claudio Lotito ce ne sarà una anche per Seedorf – ha spiegato -. Spero che quanto accadrà non venga strumentalizzato dai mass media e dall’opinione pubblica in generale, come spesso accade quando si parla della tifoseria biancoceleste. Non c’entra il colore della pelle, semplicemente quello che è successo sette anni fa non è stato dimenticato. Non sono mai arrivate scuse e non me le aspetto nemmeno domani sera“.

Lo stesso Seedorf ha spiegato oggi, in conferenza stampa, i motivi di quel gesto, affermando anche che non ripeterebbe “l’astensione” verificatasi in quell’occasione. Vedremo se la famiglia Sandri e l’attuale tecnico rossonero potranno a breve termine avere un chiarimento per far luce su questa vicenda.

SHARE