SHARE

cassanop-donadoni

di Matteo Lavati

Per antipasto torta fritta con culatello, prosciutto crudo e funghi porcini mentre di primo un piatto di tortelli burro e salvia con un velo d’olio, sopra un letto di formaggio grana; il tutto accompagnato da un bicchiere di LambruscoA Parma ci si delizia lo stomaco in questo modo. Per accontentare anche gli occhi invece si va sulle tribune del Tardini. Sarà forse il cibo la benzina segreta del Parma di Donadoni?

La città emiliana è considerata una delle capitali dell’alimentazione e della buona tavola a livello europeo e chissà che dal prossimo anno anche la sua squadra non torni sul prestigioso tappeto rosso del vecchio continente. Sicuramente i crociati si sono rifatti il look: hanno riposto in cantina l’abito semplice e da tutti i giorni che hanno indossato nelle ultime stagioni, per vestire, sotto la cura di Donadoni, un completo chic ed elegante, che li hanno resi in grado di competere con quello scintillante delle altre big del nostro campionato. Le famose sette sorelle della Serie A, ve le ricordate? Erano gli anni 2000, stagioni in cui la lotta al titolo era serrata e aperta tra Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio, Fiorentina e Parma che occupavano stabilmente la parte alta della classifica. Anni in cui grandi nomi sono passati per Parma, dai futuri campioni del mondo Buffon e Cannavaro ai purosangue argentini Ortega, Veron, Almeida e Crespo, passando da Thuram, Boghossian, Micoud fino ad arrivare a Di Vaio, Marcio Amoroso e Mario Stanic, sì quel Stanic che avevamo sempre doppio o triplo alle figurine Panini. Talento, estro e solidità che si integrerebbero alla perfezione anche nel Parma di oggi. Tiriamo fuori l’immaginazione: tiro da limite dell’area e prodezza di Buffon, la palla sta rotolando in rete ma arriva Cannavaro in scivolata, sfera che arriva tra i piedi di un attaccante ma lo anticipa Thuram che serve Veron nel cerchio di metà campo: dribbling e verticalizzazione per Cassano che apre in no look per Biabiany che cerca il fondo e crossa a mezza altezza: velo di Amauri e gol di tacco sul palo lontano di Crespo. Da lustrarsi gli occhi.

Torniamo alla realtà. Donadoni è subentrato a Colomba nella stagione scorsa e fin da subito ha cambiato una squadra che dal pericolo salvezza si è ritrovata ai piedi del monte Europa già l’anno scorso. Al momento il posto in zona Europa League se lo gioca con Fiorentina e Inter, altre due ambiziose sorelle maggiori ma la consapevolezza e fiducia nei propri mezzi é un segreto di questo Parma: 16 Risultati utili consecutivi, con la ciliegina della vittoria per 4-2 a San Siro contro i rossoneri. Dove si può arrivare? Forse un altro segreto di Donadoni è l’obiettivo del non porsi limiti, ragionando partita per partita, mangiando bene e respirando un’aria serena che ha permesso ad Amauri di tornare decisivo, a Biabiany di non cedere alle tentazioni del mercato invernale, a Mirante, Paletta e Parolo di essere premiati con l’azzurro da Prandelli.

Prandelli-Convocazioni-Parma uguale Antonio Cassano. Il petalo più scintillante della rosa crociata: arrivato in estate, il talento di Bari Vecchia ha lasciato le “cassanate” dietro di sè e sta vivendo una delle sue tante seconde gioventù. I suoi assist e le sue reti sono bagliori irresistibili: il motore aristotelico che muove il tutto restando immobile. I suoi piedi inventano a beneficio degli altri e danno delle difese avversarie. Antonio il mondiale lo sogna, forse ne sente il profumo ma non ancora il richiamo. Ma le sue narici gradirebbero di più quello brasiliano o quello dei tortelli o dei salumi locali? Parola al Ct prima di tutto, Antonio senza dubbio sceglierebbe la convocazione ai Mondiali…ma come cuoco della Nazionale vorrebbe sicuramente un parmigiano.

SHARE