martedì, Dicembre 7, 2021

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Massimo Marazzina, il Principe delle piccole

Ben 10 maglie in carriera. Sono quelle indossate in 17 anni di calcio professionistico ad alti livelli da Massimo Marazzina da Lodi, il bomber partito dalla metropoli milanese e diventato Principe delle squadre di medio-bassa fascia. Il calcio per Marazzina è sempre stato poco più che un gioco, un divertimento. Il suo carattere un po’ maldestro e fumantino lo ha sicuramente aiutato in certi frangenti, molto meno in altri. Forse è proprio questo il fattore che non gli ha permesso di fare il salto di qualità nel corso della sua vita sui campi da gioco.

Massimo Marazzina Carriera – La storia di un attaccante che ha segnato in ogni realtà di provincia, fallendo però la grande occasione

Marazzina esordisce nel 1993, debutta ad appena 20 anni in Serie A con la maglia dell’Inter, dopo tanti anni di giovanili in nerazzurro. L’esperienza con la Beneamata dura solo 3 presenze, poi è la volta dell’approdo a Foggia. La squadra retrocederà mestamente in serie cadetta e Marazzina la seguirà a ruota per la sua prima stagione da titolare in una squadra di calcio italiano. In due anni pugliesi, il ragazzo gioca per 38 volte e timbra il cartellino in 5 occasioni, tutte in Serie B. Il capitolo successivo è forse quello più bello scritto da Marazzina: si sa, tutti i calciatori vengono irrimediabilmente legati ad una squadra rappresentativa con la quale hanno vissuto grandi trascorsi e compiuto egregie prestazioni. Quella squadra, nel caso di Marazzina, è il Chievo Verona.

Massimo Marazzina
Massimo Marazzina e Giovanni Trapattoni in Nazionale – FOTO: Vivo Azzurro

L’attaccante, insieme all’allenatore Gigi Del Neri, sarà uno dei grandissimi protagonisti del “Chievo dei Miracoli“, la squadra di provincia composta da eccellenti semisconosciuti che conquisterà al primo anno di Serie A una storica qualificazione in Coppa Uefa (e che, più avanti, nel post Calciopoli si ritroverà a giocare i preliminari di Champions League). Tuttora i tifosi clivensi ricordano con assoluta venerazione Marazzina, la coppia d’oro formata con Cossato, i tanti gol segnati (47 in 179 presenze nell’arco di sei stagioni complessive) e l’amore per la maglia, sempre sudata a fine gara. L’esperienza clivense si distinse però anche per due motivi singolari: in primis le litigate con Del Neri, che secondo l’ambiente hanno sempre caratterizzato il rapporto di amore/odio tra i due. Last but not least, la curiosa situazione legata alla maglia n°10 nella stagione dei miracoli da neopromossa: si è spesso detto infatti che Marazzina ed Eugenio Corini facessero carte false per aggiudicarsela, arrivando addirittura quasi alle mani per il contenzioso. Del Neri decise, con un’azione sorprendente, di regalare la 10 a Lupatelli, il portiere della squadra (!), per placare i nascenti problemi di spogliatoio. Nel corso dell’ultimo anno clivense, poi, Marazzina riuscì a conquistare anche la Nazionale Maggiore: Trapattoni gli regala 3 presenze, non battezzate con gol.

Un’occasione persa

In mezzo alle stagioni con i mussi volanti, Marazzina segna 5 gol in 29 partite nel 2000-2001 alla Reggina (molti ricordano specialmente il primo gol in Campionato che permise ai suoi di battere l’Inter per 2-1 e causò l’esonero di Marcello Lippi dalla panchina nerazzurra). Nel gennaio del 2003 arriva finalmente la grande occasione per Marazzina: la Roma ne richiede il prestito. Il giocatore è pronto a confrontarsi finalmente con il palcoscenico delle grandi, o almeno così sembra. A quanto pare, invece, la cosa si rivela nociva.

Mezza stagione senza imporsi, sole 7 presenze per lui. Il sogno dell’Olimpico e del balzo in avanti viene irrimediabilmente distrutto. In un colpo solo Marazzina perde la Nazionale e la possibilità perenne di sognare un calcio diverso. La stagione successiva è la Sampdoria a dargli una chance: 12 presenze senza reti, cessione in prestito a gennaio al Modena dove riuscirà a bucare la porta per 3 volte, senza però guadagnarsi la riconferma. Le stagioni incolori ed inodori che certificano la crisi spingono Marazzina ad accettare l’offerta di un ambizioso Torino in B: il ragazzo conosce bene la categoria e in 41 presenze mette a segno 16 reti, contribuendo alla promozione del Toro. Purtroppo, la gloriosa società piemontese fallisce e Marazzina deve ripartire da zero, stavolta al Siena, dove però non lascia assolutamente il segno con misere 8 presenze.

Il pallone nel cassetto

Anche in questo caso, Marazzina viene utilizzato come pedina mobile nel calciomercato di riparazione: il Bologna lo vuole e, nonostante il declassamento in Serie B, Marazzina accetta. Insieme al Chievo, forse proprio al Bologna darà il meglio di sé vivendo un’inaspettata seconda giovinezza e riscattandosi parzialmente dalle deficitarie stagioni precedenti. Miglior stagione nel 2007-2008, in cui segnerà 23 gol decisivi per la promozione in A della squadra. Dopo 4 anni in cui confeziona 119 match e 45 gol, Marazzina capisce che è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Chiude così la sua avventura calcistica con la bellezza di 121 marcature in 428 presenze tra Nazionale, A e B. L’ex giocatore ha recentemente dichiarato: “senza il calcio mi sento più libero, non mi manca per niente”. Chissà invece quanto manca, Marazzina, ai tifosi di Chievo e Bologna e, soprattutto, a chi continua a vedere il calcio solo e soltanto come un bel gioco.

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