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Cesare Prandelli sarà il C.T. dell’Italia anche dopo i Mondiali. Il rinnovo, avvenuto in piena collaborazione con i vertici della FIGC, è stato biennale: si andrà avanti almeno fino agli Europei del 2016. Prandelli si è detto “soddisfatto e orgoglioso” per l’accordo raggiunto. Grande fiducia dunque per l’ex allenatore di Verona, Parma e Fiorentina, che dopo le iniziali titubanze per via di incomprensioni sul progetto, ha avuto le giuste rassicurazioni da Abete e soci. Una conferma che fa rima con continuità in casa Italia. E’ stata fatta effettivamente la scelta migliore?

Il progetto di Prandelli ha portato finora un secondo posto agli Europei 2012 e un bronzo alla Confederations Cup 2013. I risultati, dunque, sono dalla parte del tecnico. Il blocco di giocatori è ormai cristallino, mancano pochissime pedine e la squadra per il Mondiale sarà completa. Nonostante le belle prestazioni ufficiali offerte dalla Nazionale, molti dubitano della bontà del lavoro di Prandelli: in primis per via di convocazioni a volte considerate inopportune (ma, si sa, in quel caso ognuno tira acqua al suo mulino), ma anche per via del fatto che spesso, contro le altre grandi nazionali, l’Italia abbia fatto sempre moltissima fatica o abbia addirittura perso la gara. Inoltre, molti dei nomi liberi per quanto concerne una nuova guida tecnica stuzzicavano addetti ai lavori e tifosi (Mancini, Spalletti, Zaccheroni e, in ultima battuta, anche Allegri), specialmente in virtù del fatto che spesso in molti, con l’intenzione di “pungere”, abbiano fatto notare come l’attuale Commissario Tecnico non abbia ancora vinto nulla nella sua già corposa carriera da allenatore.

D’altro canto, Prandelli si sta facendo largo in Federazione con idee volte a migliorare la qualità dei convocati (gli stage, ad esempio) e con la centralizzazione della sua figura all’interno dell’universo Italia. Ormai il dado è tratto e i Mondiali sono ad un passo: solo il tempo deciderà chi avrà ragione e chi invece torto.

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