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Il fair play finanziario tanto invocato dalla UEFA potrebbe mietere la sua prima vittima illustre: infatti dopo i provvedimenti presi nelle ultime due stagioni verso club poco virtuosi non di primo piano, la prossima compagine a passare sotto la scure del massimo organismo calcistico europeo potrebbe essere nientemeno che il Paris Saint Germain. Sotto accusa ci sarebbero le folli spese dell’emiro qatariota Nasser Al-Khelaifi, le cui operazioni finanziarie sono finite sotto osservazione da parte degli ispettori UEFA.

SOLDI COME SE PIOVESSE – Già a novembre i vertici del Paris Saint-Germain, tra i quali lo stesso Al-Khelaifi e l’ad Jean-Claude Blanc, furono convocati a Nyon nella sede della UEFA, e successivamente era stato aperto un dossier circa la gestione economico-finanziaria del club campione di Francia in carica. L’attenzione è catalizzata principalmente sul contratto stipulato con la QTA, un ufficio turistico del Qatar, attraverso cui il Paris Saint-Germain si è assicurato un introito annuo di 200 milioni di euro che gli consente sulla carta di riparare alle voci in perdita del bilancio, rispettando così teoricamente il fair play finanziario.

COSA RISCHIA IL PSG – Ma a norma di legge la partnership con QTA non basterebbe per coprire tutte le elevatissime spese del Paris Saint-Germain anche a causa dei rapporti molto stretti che intercorrono tra la stessa QTA e lo sceicco Al-Khelaifi, il quale si potrebbe a giusta ragione definire il proprietario di QTA. Per ora il Paris Saint-Germain pare rischiare soltanto una multa, ma si potrebbe giungere anche a decisioni più severe come il ritiro di un titolo, penalizzazioni, sequestro dei proventi riservati al club dalla UEFA, divieto di operare sul calciomercato o l’esclusione dalle coppe europee.

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