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Aberdeen

di Matteo Lavati

Alex Ferguson: 40 trofei vinti in panchina, tra cui 13 Premier League, 3 campionati scozzesi, 2 Champions League e un Mondiale per Club. Derek McInnes: attuale allenatore dell’Aberdeen con alle spalle una promozione dalla First Division scozzese e una coppa di categoria con il St. Johnstone. Dio e un uomo a confronto.

Eppure c’è qualcosa che l’altissimo Alex invidia al suo giovane connazionale, come si legge sulle pagine del “Daily Record”. Derek ha portato 40.000 tifosi dell’Aberdeen al Celtic Park per sostenere i rossi di Aberdeen nella finale di Scottish League Cup, disputatasi lo scorso 16 Marzo. A Fergie nei lontani anni 80′ questo non era riuscito, nonostante abbia portato tre scudetti nella città dell’est di Scozia, 6 coppe nazionali e come ciliegina, si fa per dire, una Coppa delle Coppe battendo il già galacticos Real Madrid. In un paese dove Celtic e Rangers hanno scritto molte, anzi quasi tutte le pagine dell’affascinante libro del calcio scozzese evidentemente c’é ancora spazio per delle piccole voci fuori dal coro che gridano con energia il proprio nome.

L’Aberdeen ha avuto la meglio in finale sull’Iverness, ma che attesa per le 40mila anime al seguito dei rossi. Non sono bastati 90′ e nemmeno i tempi supplementari per designare un vincitore. Dal dischetto ha vinto la freddezza, la concentrazione e decisivi sono stati i primi due penalty sbagliati dall’Iverness grazie al merito del portiere Langfield, eroe per un pomeriggio. Il rigore decisivo che fa esplodere la festa per i fan dei Dons porta un cognome importante: Rooney. Non il più famoso Wayne ma il giovane Adam Cristopher, che siamo certi resterà sulle bocche scozzesi per un bel pezzo. La coppa e la squadra si trasferiscono poi tra le vie principali di Aberdeen, dove va in scena la più classica sfilata a bus scoperto tra due ali di una città in festa. Una giornata indimenticabile, per molti unica e irripetibile che fino a quel momento avevano magari solamente visto vivere ad altri giocatori di altri club prestigiosi, abituati a certi festeggiamenti.

Ferguson ne ha vissuti molti di questi momenti e anche lui ha avuto la fortuna di allenare un Rooney, ma ciò non è bastato per stuzzicare la gelosia del manager scozzese, che per un pomeriggio avrebbe forse barattato molti titoli vinti per essere in mezzo alla sua gente a festeggiare. Per essere Derek McInnes.

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