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Il presente e il futuro della Roma nelle parole del suo presidente: James Pallotta. Intervistato da Fabio Caressa (Sky), il numero uno giallorosso si racconta e racconta anche i suoi sogni. Uno in particolare: “Vorrei una finale di Champions League da giocare contro la Juventus”.

Soros-Roma, 7 anni fa… – Pallotta svela i retroscena della trattativa che, sette anni fa, stava per segnare il passaggio del club dalla famiglia Sensi al finanziere, nato a Budapest e naturalizzato statunitense, George Soros: “La trattativa si è interrotta il giorno prima di firmare l’accordo perché hanno cercato di cambiare le condizioni all’ultimo momento. Soros si era interessato alla Roma circa 7 anni fa, lo so perché in quel periodo un mio amico lavorava con lui. Chi era con Soros mi ha detto che stavano per firmare, ma alcuni avvocati che lavoravano alla trattativa hanno cercato di cambiare le condizioni all’ultimo momento, così il gruppo di Soros ha fatto saltare tutto rinunciando all’affare”.

Pallotta e il nuovo stadio – “La Juventus è stata la prima, Roma è visitata da 30 milioni di turisti, i suoi tifosi hanno grande passione ed è necessario un nuovo stadio. Speriamo che il nostro progetto possa ispirare altri stadi in Italia, sarebbe fondamentale per competere ai massimi livelli nel mondo”.

Lotta al razzismo – “Lo stadio deve essere popolato da tifosi perbene, non può esserci spazio per il razzismo, che deve essere “eliminato, cancellato – mette in chiaro Pallotta -. Bisogna identificare i veri colpevoli, non i settori dello stadio. Non si possono punire tutti a prescindere, ma identificare i responsabili e non consentire loro di mettere piu’ piede nello stadio. Nel nostro nuovo impianto gran parte della tecnologia servirà per la sicurezza, per renderlo un posto adatto per tifosi e famiglie”.

Garcia e il rinnovo – Sull’allenatore, Pallotta conferma che del rinnovo “abbiamo parlato ma lui non ha fretta. Noi siamo pronti a sederci in qualunque momento. Rudi si trova molto bene qua e col nuovo stadio non vedo motivi per cui non dovrebbe rimanere a lungo. Noi vogliamo che resti molto a lungo alla Roma. Lui, intanto, pensa solo ad allenare, a vincere e a portarci in Champions, non pensa tanto al contratto”.

Il capitano – Impossibile non affrontare anche il discorso Totti, guardando anche al giorno in cui deciderà di smettere di giocare a calcio: “Ritoreremo la sua maglia, non ci sono dubbi. Quando succederà organizzeremo per lui una festa. E non sarà una cosa di un’ora, durerà almeno un mese”.

(sport.sky.it)

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