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huntelaar

Il Bayern ha ammazzato il campionato ma alle sue spalle si lotta ancora. Lo Schalke 04 è in piena corsa per il secondo posto e vuole assolutamente una vittoria per mettere pressione ai rivali del Dortmund; l’Hertha Berlino deve riprendersi dalla delusione di aver assistito inerme ai festeggiamenti dei campioni di Germania in casa propria ed un risultato positivo a Gelsenkirchen potrebbe far dimenticare ai tifosi questo smacco. Keller, oltre all’immancabile Huntelaar, schiera la sua nidiata di giovani talenti: Meyer, Goretzka e Draxler non fanno 60 anni in tre ma in quanto a classe sanno di certo il fatto loro. Gli ospiti ritrovano Allagui e Wagner, che con Ramos proveranno a mettere in difficoltà la retroguarda dei Blu Reali.

Schalke in controllo, Hertha solo grinta- I padroni di casa iniziano il match con personalità, tenendo il possesso palla e schiacciando l’Hertha che, al contrario, parte molto contratto. Huntelaar viene spesso incontro ai centrocampisti per fare da sponda, ma in questo modo rimane lontano dall’area di rigore e non riesce ad essere particolarmente pericoloso. Il primo brivido arriva su un calcio di punizione dalla trequarti berlinese: il difensore Ayhan (classe ’94) si incarica con personalità della battuta e colpisce un palo dopo un’esecuzione magistrale. Poco dopo, però, mette in luce tutta la sua inesperienza sbagliando un semplice appoggio al portiere e servendo involontariamente la palla a Ramos. Per sua fortuna il colombiano sbaglia il pallonetto a scavalcare Fahrmann ed i tifosi della Veltrins Arena possono tirare un sospiro di sollievo. Con il tempo i trequartisti in blu prendono sempre più il sopravvento, pressando senza sosta i portatori di palla avversari ed inducendoli ad errori banali. Su un’indecisione del capitano berlinese Kobiashvili (ex Schalke), Obasi si catapulta in pressione, recuperando il pallone (forse con la gamba un pò alta) e superando agevolmente il portiere per il gol dell’ 1 a 0. Lo svantaggio sveglia gli ospiti, che premono sull’acceleratore imponendo la loro maggiore qualità fisica: su due ripartenze, l’Hertha va vicino al pareggio con Wagner prima e con Ben Hatira poi. La squadra di Berlino tira fuori gli artigli con qualche minuto di ritardo e, nel suo migliore, l’arbitro Gunter Perl fischia la fine della prima frazione di gioco.

Mai distrarsi con il “Cacciatore”- Il secondo tempo si apre nel nome di Jan Klaas Huntelaar. Se nella prima parte del match si limitava a fare da boa, nella ripresa l’olandese decide di lanciarsi sin da subito nell’area avversaria, dando profondità alla manovra e proponendosi alle spalle dei difensori. Basta un solo minuto per mettere in pratica le sue intenzioni: assist perfetto di Obasi ed il Cacciatore colpisce per la settima volta in cinque partite. Dopo il raddoppio, lo Schalke sembra specchiarsi nel risultato: il pressing rallenta, la manovra diventa prevedibile ed i centrocampisti preferiscono l’appoggio piuttosto che l’affondo in contropiede. Questo atteggiamento fa salire in cattedra l’Hertha, che prova con i neo entrati Ronny e Baumjohann a rimontare un risultato ormai rotondo. Le azioni vivono, però, di lampi ed è difficile identificare un’azione imbastita con cura e precisione. Ramos prova in un paio di occasioni a trovare la rete, ma sulla sua strada c’è un monumentale Matip che vince a mani basse il duello con il bomber colombiano. Gli ospiti in realtà riuscirebbero anche ad accorciare le distanze: Langkamp svetta di testa su un corner di Ronny realizzando un gran gol, ma l’arbitro annulla inspiegabilmente ed i berlinesi vedono sfumare l’occasione per riaprire il match. Gli unici tentativi sono delle innocue conclusioni dalla distanza e, alla lunga, lo Schalke riesce a prendere nuovamente le misure sfiorando il terzo gol con Szalai. La partita termina due a zero, con i padroni di casa che passano la palla al Dortmund, obbligato a vincere domani a Stoccarda, mentre l’Hertha continua nel periodo di crisi con la quarta sconfitta consecutiva.

Schalke 04-Hertha Berlino 2-0 (Obasi 16′, Huntelaar 46′)

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