martedì, Dicembre 7, 2021

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Pacchi dall’estero: Shabani Nonda, alla Roma a ritmo di Lambada

nonda borghese

Non è la prima volta che parliamo di un giocatore della Roma. Ce ne dispiace, ce ne rincresce, ma la squadra giallorossa ha saputo piazzare suo malgrado negli anni dei “mezzacquisti” top, esotici come pochi. Tra questi spicca Shabani Nonda, all’anagrafe anche Cristhope…Shabani Cristophe Nonda. Nato a Bujumbura in Burundi, il 6 marzo 1977, il corpulento centravanti naturalizzato per la Repubblica Democratica del Congo sbarcò nella Capitale nell’anno di grazie 2005, dopo aver vissuto esaltanti stagioni in Ligue 1, un torneo che però non è che si filassero in molti all’epoca, mica come oggi. Alla Roma Nonda è diventato famoso semmai per un coro intonato dai supporters in un match ad Upton Park contro il West Ham, a mò di Lambada. Ed è stato subito amore (diciamo)…

RENNES NE VA PLUS – Un amore però non corrisposto sul campo. Ma andiamo per gradi. Shabani Nonda proveniva da una famiglia poverissima, e come molti ragazzi del suo paese, stato e continente prova a sfondare nel calcio per emergere dalla miseria e diventare qualcuno. Ci riesce, attraverso il Vaal Professionals, dove nel 1994-95 a 17 anni mette a segno 4 reti in 14 presenze attirando l’attenzione di alcuni osservatori dello Zurigo. E da lì arriva il gran balzo in Svizzera, dove in tre anni si fa un nome a suon di gol, ben 36 in 75 partite, praticamente la media di una realizzazione ogni due gare. Nel 1998, l’anno dei Mondiali di Francia, il massimo campionato locale è a caccia di giocatori noti, e Nonda è uno di questi: lo prende il Rennes in cambio di un esborso pari ai 6 milioni di euro attuali, e l’investimento si rivela azzeccato. Nonda la mette dentro 30 volte in 62 incontri nei quali comincia quasi sempre da titolare, formando una prolifica coppia con Cedric Bardon e condividendo il campo con una allora 19enne Anthony Réveillère, al Napoli da fine 2013. Al Rennes Nonda raccolse l’eredità di un giovane Jean-Claude Darcheville, passato nel frattempo al Nottingham Forest, famoso a sua volta per essere considerato uno degli attaccanti più veloci del panorama calcistico del tempo (ma solo quello).

PRINCIPE DEL PRINCIPATO – “Shaba” Nonda dopo l’ottimo biennio al Rennes decide di misurarsi con palcoscenici più prestigiosi ed accetta quindi il passaggio al Monaco. Del resto anche la dirigenza bretone probabilmente fu molto contenta dell’avanzamento di carriera di Nonda, dalla cui cessione ottenne un corrispettivo al cambio attuale di ben 20 milioni di euro. La squadra del Principato gli darà probabilmente le maggiori soddisfazioni in carriera, con una Coppa di Francia vinta nel 2002-2003 e giunta soprattutto grazie ai suoi gol (in totale nei 5 anni in biancorosso saranno 57 in 116 gettoni) oltre al titolo di capocannoniere nella stessa stagione con 26 palloni spediti nella porta avversaria. Ma dall’anno successivo, il 2003-2004, Nonda vive la classica parabola discendente che bene o male colpisce tutti i calciatori da che il calcio è iniziato ad essere praticato a questo mondo, anche se sa sempre riservare qualche guizzo vincente nonostante la concorrenza dei vari Morientes, Prso e Marco Simone nel 2003-2004 e l’anno dopo dell’ex Lecce Chevanton, l’ex Reggina ed Inter Mohammed Kallon e di un Javier Saviola ancora al top. In virtà di ciò Nonda perde il posto da titolare giocando rispettivamente 11 partite (con 5 gol) prima e poi 10 incontri senza mai segnare nel 2004-2005. Nella primavera 2004 però sigla l’importantissimo gol che porta il Monaco in finale di Champions League, poi persa contro il Porto del rampante Josè Mourinho, che si impose 3-0 portando al Do Dragao la Coppa dalle grandi orecchie.

OGGI SMETTO – Per Nonda fu in pratica il regalo di addio alla compagine francese con un anno di anticipo, dal momento che nel 2005-2006 arriva il trasferimento alla Roma da svincolato, anche se i giallorossi dovettero fare i conti con la Commissione Disciplinare della FIFA che aveva imposto alla squadra il blocco del mercato a causa del tesseramento giudicato irregolare sotto alcuni punti di vista di Philippe Mexes dall’Auxerre. Alla fine però dopo una “squalifica” ai danni della società nella sessione di trasferimento dei giocatori, la punta africana divenne ufficialmente un calciatore della Roma il 1° agosto 2005, in seguito ad una sentenza del tribunale internazionale favorevole ai capitolini. E diciamo che il picco più alto lo raggiunge con il celebre coro tributatogli dai suoi tifosi a Londra, pur vincendo la Supercoppa Italiana 2007. Dopo sole 15 partite e 4 gol Nonda viene prestato nel 2006-2007 agli inglesi del Blackburn, dove fa benino (27 partite, 7 gol) per poi passare in via definitiva al Galatasaray al prezzo di 1,3 mln. Sempre giallorossa è la maglia, e per 3 anni Nonda gioca con un ritmo ed una cadenza soddisfacenti, con 61 presenze e 23 realizzazioni in dote, ma l’avventura in Turchia si interrompe con l’improvvisa decisione del giocatore di dire stop al calcio giocato. Il 28 gennaio 2010 Nonda dice basta ed ottiene la rescissione dalla compagine di Istanbul, con il quale aveva vinto il double campionato-coppa di Turchia nel 2008, e a nulla valse il tentativo del Betis Siviglia un mese dopo di provare ad ingaggiarlo. Nella Nazionale della Repubblica Democratica del Congo ha ottenuto invece 49 convocazioni segnando 32 volte, dal 2000 al 2008. Alla fine la sua è stata una carriera molto buona, adatta ad un calcio di medio livello e forse è giunto troppo tardi in un campionato difficile come la nostra Serie A. Nonda soddisfazioni? Chi lo dice? Intanto beccatevi questo coro…

 

 

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