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L’inattesa sconfitta del Chelsea contro il Crystal Palace fa di Arsenal-Manchester City una gara con ancora più importanza per la sfida alla vittoria della Premier League.  L’Arsenal arriva da una settimana devastante: prima il 6-0 incassato contro il Chelsea, poi il pareggio subito al 90′ dallo Swansea, nel recupero di Mercoledì, a causa dello sfortunato autogoal di Flamini. Tutt’altro morale in casa City: i ragazzi di Pellegrini vengono da quattro vittorie consecutive e, in caso di successo all’Emirates, andrebbero a pari punti con il Chelsea ma con due gare in meno.

La prima frazione di gioco potrebbe essere utilizzata come spot sulla bellezza della Premier League: in campo si affrontano due squadre indiavolate che corrono, si picchiano, giocano palla a terra e cercano in continuazione il tocco di classe per mandare in porta il compagno. Il City parte meglio e, dopo 3 minuti, rischia già di andare in vantaggio: Silva vede con la coda dell’occhio lo scatto di Zabaleta alle spalle di Gibbs, e serve lo spagnolo con un meraviglioso rasoterra; il terzino entra in area ma, invece che cercare il diagonale sul palo più lontano, con un eccesso di altuismo tenta un passaggio a centro area che viene intercettato dai centrali dei Gunners. Al 10′ i Citizens sfondano ancora una volta sulla destra: Jesus Navas salta Gibbs, si accentra e scocca un tiro a giro di mancino che va poco lontano dal sette della porta di Szczesny. Due minuti dopo l’Arsenal reclama un rigore per un intervento di Zabaleta su Arteta; l’arbitro Dean lascia però giustamente correre, i replay mostrano infatti come sia il numero 8 dei Gunners a cercare il contatto con il terzino spagnolo. Al 18‘ la partita si sblocca: Silva si fa mezzo campo palla al piede, al limite dell’area scarica sulla sinistra per Dzeko, che scaglia un missile di mancino sul palo; Silva segue l’azione e di tap- in batte Szczesny per l’1-0. Da qui in poi la partita si fa bellissima anche se le occasioni latitano; in tutta la prima frazione di gioco rimaente si segnala solo il goal annullato, giustamente, a Flamini per fuorigioco su assist di Podolski.

Nella ripresa il City prova a gestire il possesso e ripartire e, al 52′ sfiora il 2-0. Per l’ennesima volta Jesus Navas ha la meglio su Gibbs e, saltato il terzino, crossa forte e rasoterra; fortuna per i Gunners che il tracciante dello spagnolo non trovi nessun compagno e, toccato da Mertesacker, si spenga in angolo. L’Arsenal però ha un piglio diverso rispetto alle ultime uscite; forse non sarà più in corsa per la Premier ma vuole comunque dimostrare di avere tanto orgoglio; del resto, le 1000 panchine di Wenger non sono ancora state bagnate da una vittoria. Al 53′ gli sforzi dei Gunners sono meritatamente ripagati dalla rete del pareggio: dopo un giro- palla ai 20 metri Podoloski, da sinistra, mette una palla invitante a centro area che trova la girata vincente di Flamini. La rete di Flamini sembra essere un segno del destino: tra tanti giocatori bravissimi tecnicamente non è forse un caso che la via del goal venga trovata da quello che ci mette più grinta, che non molla mai. Forse per la prima volta in stagione l’Arsenal dimostra di avere un gran cuore e, nonostante il City sia meglio organizzato e più in forma, nell’ultima mezz’ora cerca ripetutamente la rete della vittoria. Gli sforzi sono però vani e, dopo tre minuti di recupero, l’arbitro Dean fischia la fine dell’incontro.

In virtù di questo risultato il Manchester City va a -2 dal Chelsea capolista, dovendo però ancora recuperare due partite. L’Arsenal è invece oramai staccato di cinque lunghezze e con tanto amaro in bocca; se avesse mostrato questo carattere anche in altre circostanze avrebbe potuto certamente giocarsela fino alla fine.
La sconfitta del Chelsea e il pareggio tra Arsenal e City offrono infine l’opportunità al Liverpool, impegnato domani in casa contro il Tottenham, di andare da solo in testa alla classifica.

 

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