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acquah

La storia di Ebenezer Afriyie Acquah è la storia del un viaggio di un ragazzino ghanese, iniziato più di dieci anni fa nella periferia di Sunyani; viaggio continuato prima in Irlanda del Nord, a Glentoran, e poi in Italia, tra Palermo e Parma; viaggio che, quest’estate, potrebbe portarlo in Brasile, per giocare la prossima Coppa del Mondo. Paragonato da molti a Michael Essien, l’attuale centrocampista del Milan si è ultimamente espresso in termini molto lusinghieri rispetto al giovane connazionale. Ripercorriamo insieme la sua straordinaria storia.

DAL GHANA ALL’IRLANDA DEL NORD La storia di Acquah comincia a Sunyani, cittadina situata nel Ghana orientale; qui Antoh Forsythe fondò la scuola calcio del Glentoran, club semi- professionista dell’Irlanda del Nord, da sempre impegnato nello scovare giovani talenti in giro per il mondo. Forsythe, cresciuto in Ghana ed adottato da una maestra nord- irlandese, conscio di quanto lo sport potesse allontanare dalla strada i ragazzi più sfortunati, decise nel 2001 di aprire una scuola calcio. Chiese e ottenne un finanziamento dal Glentoran Community Trust, oggi associazione dei tifosi del Glentoran, al fine di iniziare la sua attività; fu così possibile ospitare i ragazzini più sfortunati in appartamenti, ottenere un pullmino, grazie anche alla compagnia di trasporti di Belfast e, come da accordi, organizzare dei soggiorni di due settimane in Irlanda per i ragazzini più promettenti, ospiti di famiglie locali. Acquah, ovviamente, era tra questi e, nel 2007, fu ospite della famiglia Robinson: il suo viaggio verso i Mondiali iniziò da qui.
Sam Robinson ricorda che, la prima impressione che ebbe di Acquah, fu di aver davanti “una stella luminosa. Era un 15enne molto timido, arrivato all’aeroporto di Belfast conoscendo solo poche parole d’inglese; fin da subito notammo però il suo talento e decidemmo di farlo aggregare alla prima squadra. Aveva il fisico di un 15enne come tanti, ma giocava già con un’esperienza fuori dall’ordinario“.
Già dagli albori si capì che la qualità che avrebbe portato Acquah alla consacrazione era la sua voglia immensa di giocare a pallone; è lo stesso Robinson a ricordarlo: “Scioccamente pensavamo che durante il soggiorno volesse vistare la campagna o andare a vedere qualche cittadina qua vicino; tutto quello che voleva fare era invece andare al campo e giocare a calcio. Ho trascorso tutto il tempo a crossargli palloni su palloni!”.
LA CONSACRAZIONE E IL SOGNO MONDIALE Tornato in Ghana Acquah ha oramai il futuro spianato; viene tesserato nel 2008 dai Mine Stars e, nel 2009, dal DC United squadra di Accra, capitale del Ghana nonché sua città natale. Nel 2010, nell’ultimo giorno del mercato invernale, Acquah firma un contratto con il Palermo. E’ Frederic Massara, collaboratore di Sabatini ai rosa-nero ed ora alla Roma, a riconoscere per primo il talento dell’allora 18enne Acquah, paragonandolo ad un giovane Essien, dotato di dinamismo e forza fisica. Ciò che più colpì Massara, ancora una volta, fu la sua professionalità; “è un ragazzo meraviglioso. Si impegna tantissimo ed è estremamente professionale; a Palermo era solito rimanere al campo anche dopo allenamento, lavorando per migliorare la sua tecnica“. Lavoro che paga dato che, nel 2012, Accquah realizza il sogno di essere convocato per la prima volta dalla nazionale del Ghana, realizzando pochi mesi dopo la sua prima rete con le Black Stars contro il Malawi. Nel 2013 passa all’ Hoffenheim e viene subito girato in prestito al Parma, contribuendo fin qui all’ottimo campionato dei ducali.
Il vero sogno di Acquah è però giocare i Mondiali di quest’estate in Brasile, magari con il suo idolo Micheal Essien. Essien che, in una recente intervista alla BBC Sport, ha confermato quanto di buono stia facendo il giovane Acquah: “Ho avuto l’opportunità di conoscere Acquah durante una sessione di allenamento con la nazionale. E’ un ragazzo talentuso, con la testa sulle spalle. Se continuerà ad allenarsi duramente e ad avere la voglia di migliorarsi diventerà un pilastro della nazionale del Ghana del futuro. Credo che già in Brasile ricoprirà un ruolo di prima importanza, aiutandoci a fare il meglio possibile nella competizione“.
Se il giovane Acquah andrà ai mondiali non solo il Ghana tiferà per lui; Sam Robinson è sicuro che “tutta la zona est di Belfast (in cui ha sede il Glentoran) starà attaccata allo schermo della TV se c’è anche la minima possibilità che Acquah possa giocare una partita“. Del resto la storia di Acquah è soprattutto questo, la storia del viaggio incredibile di un ragazzino africano, partito dal Ghana col sogno di giocare un giorno i Mondiali con la sua nazionale.

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