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Walter

Mentre mezza serie A è pronta a scendere in campo, per l’Inter di Walter Mazzarri è tempo di vigilia. Domani i nerazzurri sfideranno il Livorno all’Armando Picchi per il monday-night della 31/a giornata di campionato. Di seguito le parole del tecnico di San Vincenzo nella consueta conferenza stampa della vigilia.

Baby nerazzurri in amaranto – “Noi li testiamo sempre, sono seguiti. Qui ci sono tanti giocatori, ma giocano soltanto in 11 e quindi preferiamo mandarli a giocare altrove per farli crescere. La partita di Livorno, visto le due precedenti, è difficile. Ogni gara è insidiosa. Livorno è una piazza con molto calore ed entusiasmo. Ho lavorato in piazze del genere e so che motivazioni hanno quando arrivano squadre come l’Inter. Le avversarie vanno rispettate tutte e affrontate tutte nel modo migliore”.

L’incontro con Thohir – “Ho avuto la conferma che c’è grande sintonia tra noi. Abbiamo parlato di tante cose. Non ho bisogno di stimoli, quando arrivo in una squadra è come se fosse mia. Il presidente stimola tutti, io mi stimolo da solo. Io mi arrabbio, come nelle ultime due partite, non penso a niente che non sia la partita. Al rinnovo non ho mai pensato. I ragazzi sentono molto la pressione, spero che cambi il vento. Se pensiamo meno ai gol forse faremmo meglio”.

La forma di Guarin – “Guarin è un ottimo giocatore, con pregi e difetti. Se lo faccio giocare ci sarà un motivo. Sono tutti i giocatori che concorrono a vincere la partita. Ho fatto anche un po’ di turnover, anche domani farò le scelte per fare una grande partita a Livorno. I finali di campionato dicono molto, vedremo alla fine”.

Meglio giocare in trasferta? – “Non voglio pensare questo. Ho sentito il pubblico che ci aiuta, è importante averlo dalla nostra parte. Quando facciamo bene e creiamo occasioni, significa che la squadra tiene bene il campo”.

Questione rigori – “Non so se è il caso continuare a parlarne. Le cose le vedete tutti. A fine anno mi chiederete tutto. Aspettiamo a fare bilanci alla fine. Rigori da ridere o da piangere? Non commento le parole del presidente”.

La squadra segna poco – “Non do mai la responsabilità di fare gol solamente agli attaccanti. Siamo stati la squadra che in un certo periodo dell’anno andava in gol con più giocatori. L’importante è si segni, non mi interessa che lo facciano gli attaccanti. In attacco l’unico valutabile è Palacio, gli altri praticamente non li ho avuti”.

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