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Barbara-Berlusconi2Dopo le anticipazioni della settimana scorsa, ecco gli estratti più importanti della lunga intervista di Barbara Berlusconi all’edizione italiana del mensile FourFourTwo: 

RAPPORTO CON GALLIANI “Negli scorsi mesi, con Adriano Galliani, si è aperto un confronto certo duro, ma che oggi valuto positivamente. Un confronto utile e costruttivo che riguarda tutti gli ambiti societari e che porterà cambiamenti significativi. Sono certa che questo chiarimento e la ritrovata comunità’ d’intenti non potrà che giovare al Milan. Oggi il nostro rapporto è buono e all’insegna della collaborazione”.  

STADIO DI PROPRIETA’ – Confermo che stiamo valutando soluzioni alternative a San Siro. Ma decisioni non sono state ancora prese anche perchè il tema è molto complesso. Richiede un approfondimento che è in corso proprio in questi giorni con i miei più stretti collaboratori. Con la costruzione di stadi di proprietà. Gli stadi italiani risentono del tempo. Erano stati concepiti per il campionato del mondo del 1990. Oggi, invece, lo stadio deve essere un luogo in cui si fa intrattenimento non solo per i 90 minuti della partita. Ma sette giorni su sette. Mi piacerebbe, ad esempio, vedere le famiglie trascorrere l’intero pomeriggio dell’incontro di calcio all’interno di una struttura che possa offrire ai propri clienti anche Ristoranti, Bar, Palestre, sale per riunioni e convegni. Solo così gli incassi potranno aumentare”

MILAN DEL FUTURO –  “L’obiettivo è quello di ingaggiare giovani talenti prima che diventino top player e prima che il loro costo sia, per noi, difficile da sostenere. Aumentare i ricavi, poi, è una sfida per noi centrale. Solo così potremmo autofinanziarci, migliorare le strutture e permetterci qualche top player in più. Una sfida che darà i primi risultati nel medio periodo, non prima di tre anni.  Il Milan sta affrontando una profonda riorganizzazione. Si sta attrezzando al meglio per affrontare le nuove sfide di un calcio che certamente è cambiato. Puntiamo molto sui giovani, su una struttura di osservatori in grado di scovare nuovi talenti in tutto il mondo. Ma questo senza rinunciare ai grandi acquisti, ai grandi top player”

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