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Era il 16 gennaio quando Alessandro Matri veniva presentato in conferenza stampa dal direttore sportivo viola Daniele Pradè, alla vigilia della doppietta nella trasferta di Catania che illuse in molti, l’ex Milan e Juventus aveva risposto a chi gli chiedeva quanti gol avrebbe fatto di lì alla fine del campionato: “Dieci son pochi”. Ribadendo il suo entusiasmo nelle successive domande, relative alla possibile qualificazione in Champions League da parte dei viola: “Quando uno decide di andare via deve valutare l’inserimento nel nuovo contesto. Ci sono tanti giocatori tecnici, la squadra è organizzata ed io adesso ho bisogno di questo. Il terzo posto è vicino, la Champions è possibile. Logico che ciò abbia inciso nella mia scelta”

FALLIMENTO MATRI Due mesi e mezzo dopo possiamo, comodamente, osservare come Matri abbia fallito a Firenze, impietoso per lui il conteggio dei gol, sono infatti 3 in campionato in 10 partite, e uno in Europa League contro l’Esbjerg, avversario di davvero dubbio valore eliminato dalla Fiorentina prima di incontrare la Juventus. Arrivato tra mille speranze di una tifoseria che si vedeva continuamente depredata dei suoi idoli da infortuni e sfortune varie, Matri non è riuscito nell’impresa di far breccia nel cuore dei tifosi gigliati, eppure le possibilità c’erano tutte, tant’è che tutti, o quasi, gli addetti di mercato si erano detti più che favorevoli sul colpo Matri di gennaio da parte della Fiorentina, tanto da vaticinare la rinascita del “velino” nostrano anche in ottica Mondiale. Così non è stato, ad onor del vero bisogna riconoscere come 4 gol in due mesi e spiccioli non siano proprio nulla, è però legittimo dire che Matri stesso ha “condannato” la Fiorentina nelle ultime uscite, sia contro il Milan che ieri a Genova con la Sampdoria, sbagliando dei gol “facili” che pesano tantissimo nell’economia della partita e del campionato stesso della squadra di Montella. Adesso il tempo, e il calcio, è tiranno, la pazienza è agli sgoccioli, e lo stesso Montella, che ha da sempre difeso il ragazzo di Sant’Angelo Lodigiano, sembra aver espresso il suo pensiero sulla possibile riconferma di Matri in viola per il prossimo anno.

SCENARIO MATRI PROSSIMA STAGIONE Alessandro Matri è in prestito in riva all’Arno a titolo gratuito fino alla fine della stagione, la Fiorentina si è proposta di sobbarcarsi lo stipendio del giocatore per 6 mesi, spesa questa che si aggira intorno al 1 milione e 250 mila euro al netto, al lordo quasi 2,4 mln. Difficile un suo possibile riscatto in viola, il Milan ha pagato l’attaccante 12 mln di cartellino offrendogli un triennale a 2,6 mln di euro netti all’anno, per un investimento totale di 27/28 mln di euro in tre anni, cifra questa che difficilmente sarà proposta al diavolo per rilevare un giocatore che si ritroverà nella condizione di ridiscutere, verosimilmente, il suo ingaggio. Matri infatti non è detto che rimanga al Milan, il peso del suo ingaggio potrebbe gravare tantissimo sul monte ingaggio dei rossoneri che potrebbero vedersi costretti a svenderlo, in tal senso potrebbe essere agevolata un suo possibile cambio di maglia, è però chiaro che i termini contrattuali saranno rivisti, 2,6 mln annui sono uno stipendio che in Italia in pochi, anzi nessuno, si possono permettere di dare a un giocatore che ha dimostrato di non saper fare la differenza. Conterà tantissimo la volontà del giocatore come già accaduto con i casi bianconeri Iaquinta-Amauri, che si potrebbe rivelare un’arma a doppio taglio per tutti i fruitori dell’“affaire Matri”.

MATRI-MITRA DA 4-4-2 Fin dai tempi di Cagliari, poi nei primi momenti alla Juventus, il modulo da lui amato è quello, il 4-4-2, poco da dire e poco da fare, è un attaccante di stazza che necessita dell’apporto di un “piccoletto” che sappia svariargli tutto intorno, cercando di sfruttare i movimenti dell’ex Juve e Milan. Nella Fiorentina di Montella, come già a tempo debito nella Juventus di Conte, il giocatore si trova spaesato, da sempre fuori dalla manovra viola la punta ha dimostrato lo sviluppo di una certa “tristezza” tipica di chi sa di non essere un Top Player. La Fiorentina ha dimostrato di credere poco in Matri, infatti non appena Gomez è tornato disponibile Montella l’ha subito gettato nella mischia e, nel giro di 2/3 partite, ha “rottamato” il velino arrivato in gennaio. Per lui adesso c’è il finale di stagione, l’obbiettivo è riscattarsi cercando di convincere i più critici, consapevole che, forse, questi sforzi potrebbero non valere molto.

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