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Guidolin

Francesco Guidolin ha dichiarato all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” a proposito del finale di campionato della sua Udinese: “Ci consideriamo ormai salvi quando manca ancora un quinto del campionato. Non è sempre possibile arrivare tutti gli anni sesti, quest’anno abbiamo faticato ma col duro lavoro e restando uniti ce l’abbiamo fatta.”

LA SORPRESA SCUFFET – Il tecnico friulano spende parole anche della più lieta scoperta della sua Udinese: “Tutti parlando di Scuffet, ed è normale e giusto che sia così. Simone è un ragazzo d’altri tempi: semplice, modesto, molto educato, parla poco e lavora tanto. Ho notato in lui la serenità e la freddezza necessarie per poter fare una grande carriera. A Bologna sapevo di giocarmi la panchina e ho scommesso su di lui dopo che Brkic non si era reso disponile per infortunio. E’ andata bene”.

DI NATALE SIMBOLO DELL’UDINESE – “Antonio è un campione dentro e fuori dal campo – dice Guidolin -. Quella di restare a vita all’Udinese e di legarsi anche con l’ambiente è una scelta di vita. E’ uno di migliori giocatori del campionato e di sicuro tra i primi 5 della Serie A per classe, avrebbe fatto bene anche in una big e sbaglia chi afferma il contrario. Nella Liga spagnola avrebbe segnato 25 gol a stagione per anni”.

MURIEL DEVE MIGLIORARE – “Luis è un giocatore forte e molto prezioso per l’Udinese, con un grande talento, presto esploderà. Ma nel calcio moderno un attaccante non deve soltanto fare gol, bisogna anche che si sacrifichi in copertura e deve sapere fare le due fasi. Muriel invece ne sa fare soltanto una, e il fatto che non giochi in coppia con Di Natale è dovuto alle mie condizioni. Invece Bruno Fernandes è un ragazzo sveglio che sa darmi ciò che gli chiedo. E’ generoso, aiuta la squadra e rappresenta il raccordo che cercavo con la prima punta”, puntualizza Guidolin.

GRAZIE AL GRUPPO – La forza dell’Udinese per Guidolin è il collettivo: “Per ora pensiamo a concludere bene questo campionato, abbiamo fatto bene anche ai senatori del gruppo come Domizzi, Danilo, Pinzi e Pereyra. Maurizio sta facendo bene anche da terzino, l’esperienza di Danilo e Pinzi a disposizione dei più giovani è un grosso fattore di vantaggio, con l’argentino invece penso a quando a volte lo toglievo per l’esasperazione; ora è maturato molto, è in grado di segnare 5-6 gol a stagione ed è pronto per una squadra di caratura maggiore”.

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