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anelka

A quasi quattro mesi di distanza dallo scandalo quenelle, Nicolas Anelka è ancora infuriato. L’esultanza che gli è costata la rescissione con il West Bromwich per condotta inappropriata, oltre che una multa da 97.000 euro e 5 giornate di squalifica, a detta del calciatore francese “è stata equivocata”. In una lunga intervista al quotidiano francese Metro News, l’ex attaccante della Juventus si è così espresso:

La mia storia parla chiaro non sono mai stato né un razzista né un antisemita e nessuno può pensare il contrario. Non ho mai avuto problemi con la comunità ebraica e francamente penso che ci siano tante domande in questa vicenda a cui è impossibile trovare una risposta. Le persone che hanno scritto di me in queste settimane non conoscono la mia vita”.

Anelka si è poi soffermato sui suoi rapporti con Diedonne M’bala, il comico francese che ha ribadito più volte che il suo gesto non è neanche lontanamente antisemita:

Se prima Dieudonne era un amico per me ora è diventato un fratello. Lui è un comico e non un politico e non capire la differenza di fondo fra questi due ruoli è veramente qualcosa di incredibileDato che qualcuno ha fatto la quenelle davanti a una sinagoga non è che automaticamente quel gesto sia diventato razzista in qualunque contesto o situazioneFatemi capire se questo è il pensiero dominante sulla quenelle allora dobbiamo pensare che tutti i preti sono pedofili e tutti i musulmani sono dei terroristi? Per me è lo stesso principio, quelli che ho fatto sono tutti esempi di luoghi comuni stereotipati ad arte. Se mi dite che la quenelle è un gesto volgare posso capirlo ma non accetto che a quella mia esultanza venga dati significati religiosiNon sono razzista e tantomeno un antisemita”.

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