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hoffenheim

di Matteo Lavati

 

Germania, classifica della Bundesliga. Notiamo subito il dominio dei campioni di Germania del Bayern Monaco che anche quest’anno hanno conquistato il titolo con largo anticipo, ben 7 giornate d’anticipo (nessuno l’aveva prima d’ora vinta a Marzo); subito dietro le solite Dortmund, Bayer Leverkusen e Schalke a caccia di una buona piazzola di sosta per l’Europa che verrà. Nella zona calda stupisce vedere in difficoltà Amburgo e Stoccarda, che si giocheranno la permanenza in Bundesliga fino al termine del campionato. L’occhio si sposta poi sui numeri e con un po’ d’attenzione si nota una statistica che fa nel suo piccolo abbaglia: la differenza reti dell’Hoffenheim é “+1”, 63 reti fatte e 62 subite. La squadra allenata da Gidsol è nona in classifica ed è attualmente il secondo miglior attacco della Bundesliga, dietro solo al Bayern Monaco, a cui ha fatto visita sabato scorso bloccandolo sul pareggio all’Allianz Arena e per di più segnando 3 reti, quest’anno solo il Manchester City c’era riuscito. Sarà forse Markus Gidsol uno “Zeman tedesco“? Sarebbe riduttivo dire che il suo calcio è offensivo visto i numeri. Anni nelle serie inferiori tedesche, una stagione da vice allo Schalke 04, e nel 2013 a 44 anni primo allenatore all’Hoffenheim. Ancora troppo presto per affiancarlo ad un grande e chiacchierato allenatore come Zeman e ai suoi valori del “per me non conta vincere ma è altrettanto importante il modo in cui si vince” o del “faccio quello che il popolo chiede facendolo divertire allo stadio”.

Gidsol dal canto suo sa bene come ottenere il massimo dai propri giocatori offensivi: fino ad ora la stella più brillante è il 22enne brasiliano Roberto Firmino a quota 14 reti ma tutta la costellazione Hoffenheim brilla di luce propria e soprattutto segna: la forza di Modeste (12 reti) è affiancata dal bosniaco re dei calci piazzati Salihovic (10 reti), mentre la fascia destra è il territorio di caccia di Volland (9 reti). A coordinare questa divertente pellicola di football in cabina di regia ci sono Il tedesco Rudy e Polansky.

Ognuno si gioca bene i minuti che gli vengono concessi. La manovra del 4-2-3-1 dei biancoblu si sviluppa in verticale: velocità e tecnica la fan da padrone e anche i terzini sono spine nel fianco delle difese avversarie. Durante la stagione sono arrivati risultati prestigiosi: il punticino strappato all’Allianz, il blitz alla Bay Arena di Leverkusen (2-3), la rimonta contro il Borussia Moenchengladbach (2-2) e le goleade che hanno colpito Wolfsburg (6-2) e Stoccarda (4-1).

Ma anche le sconfitte, dieci fino ad ora, sono state pesanti: manca compattezza e organizzazione nella fase difensiva. Ecco qui l’inevitabile altro lato della medaglia, che è alquanto impietoso: peggiore difesa per distacco della Bundesliga. Non si discute se sia meglio subire una rete in meno o segnarne una in più, ma il campo parla: l’Hoffenheim sta centrando in pieno l’obiettivo fissato ad inizio stagione, la salvezza che l’hanno scorso ha festeggiato solamente dopo il doppio spareggio contro il Kaiserlautern.

Markus Gidsol e i suoi ragazzi hanno ormai agguantato il loro premio, nel miglior e divertente modo possibile, come piace ai propri tifosi, agli amanti del calcio e presumibilmente anche a Zdenek Zeman.

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