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Sono passati quasi 8 anni da quando Riquelme calciò tra le braccia di Jens Lehmann il rigore che poteva valere la prima, storica, finale di Champions per il piccolo Villareal, club rappresentativo dell’omonima cittadina di cinquantamila anime nel cuore della Comunidad Valenciana. In quegli anni il “sottomarino giallo” rappresentava la favola del calcio europeo: due le vittorie in Coppa Intertoto, due le semifinali di Coppa Uefa/Europa League, diversi gli ottimi piazzamenti in Liga e tante tante gioie nelle notti più prestigiose, quelle di Champions. Memorabili le prestazioni del submarino amarillo contro Inter, Manchester United, Benfica, Rangers e Panathinaikos; indimenticabili le incornate di Arruabarrena, le galoppate sulla fascia dell’argentino Sorin, la geometria di Marcos Senna, la classe cristallina del già citato Riquelme, le incursioni di Santi Cazorla, le pennellate di Pires, i gol della coppia Franco-Forlan e, soprattutto, la sagacia del tecnico Manuel Pellegrini.

In seguito all’addio dell’attuale tecnico del Manchester City e all’illusoria stagione 2010/2011 (conclusasi con il raggiungimento del quarto posto in campionato e la conseguente qualificazione per la Champions League), la “magia” sembrava essersi dissolta. Nell’annata 2011/2012 il Villarreal ha stupito tutti in negativo, chiudendo il girone di Coppa con 0 punti a causa delle sei sconfitte contro Napoli, Bayern Monaco e Manchester City, retrocedendo clamorosamente in Segunda Divisiòn. Eppure la rosa a disposizione dei tre allenatori che si sono avvicendati alla guida del club (Garrido, Molina e Lotina) non era poi così malaccio, con i vari Giuseppe Rossi (infortunatosi gravemente nella gara del Bernabeu contro il Real), Borja Valero, Gonzalo Rodriguez, Zapata, Nilmar e Diego Lopez protagonisti di un’annata da dimenticare.

Nella scorsa stagione (la prima in segunda dopo 12 anni) il Villareal è riuscito a chiudere il campionato al secondo posto, tornando immediatamente in Liga grazie principalmente all’arrivo di Marcelino Garcia Toral, nel gennaio 2013, sulla panchina della squadra. L’ex tecnico di Siviglia, Espanyol e Racing (tra le altre), non ha inventato nulla: 4-4-2 vecchia scuola in fase difensiva che diventa un 4-2-3-1 con la squadra in possesso palla e giocatori impegnati nei ruoli che prediligono. L’allenatore spagnolo anche nella massima divisione del campionato iberico sta stupendo tutti, grazie ad una squadra senza fenomeni ma con diversi giocatori d’esperienza e qualche talento mai esploso che nella cittadina valenciana sembra aver trovato il suo habitat naturale. A questa seconda schiera appartiene Giovani Dos Santos, che proprio agli ordini di Toral sembra aver trovato finalmente la tanto agognata continuità: sono già di 10 i gol realizzati in stagione dal messicano, autore anche di 7 assist. A godere dei suoi passaggi illuminanti è soprattutto il centravanti nigeriano Uche, capocannoniere della squadra con 12 gol, ma il tecnico dei gialli è abile a tenere tutti sulla corda, impiegando spesso anche gli altri punteros della squadra, come il francese Perbet (9 gol in 22 apparizioni) e lo spagnolo Jonathan Pereira (3 gol e 7 assist). Anche gli esterni ruotano e si danno il cambio, ma una citazione è d’obbligo per Cani, Trigueros e Aquino, protagonisti sin qui di una stagione sorprendente. Nel fulcro del centrocampo non c’è spazio che per il duo composto da Tomas Pina e Bruno Soriano, capitano della squadra con il vizio del gol (già 5 i centri del regista sin qui). Niente male anche il reparto arretrato, dove troviamo il vero gioiello della squadra: l’argentino Mateo Musacchio (classe ’90), perno del Villareal da ormai 3 anni, sul quale hanno messo gli occhi diversi club italiani. Al suo fianco solitamente viene impiegato l’esperto Dorado, mentre sulle corsie agiscono gli spagnoli Costa (rimpiazzato dall’ex Chievo Jokic in situazioni d’emergenza) e Gaspar. Autore di un’ottima stagione fin qui è anche Sergio Asenjo, portiere di proprietà dell’Atletico Madrid, considerato come uno dei più interessanti prospetti del calcio spagnolo sino a pochi anni fa e degno estremo difensore di una squadra concreta, cinica e ostica che è in piena lotta per un posto in Europa. Il Villareal è tornato.

 

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