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Un Ventura felice della rimonta del suo Torino, si esprime sulle ambizioni della squadra e dei suoi giocatori in ottica Mondiale. Ecco le parole del tecnico granata:

“Nel secondo tempo il Torino voleva vincere, nel primo voleva giocare e sono due cose diverse. Sotto l’aspetto psicologico è sempre difficile portare avanti certe partite. Abbiamo concesso un gol, poi nel secondo tempo siamo stati padroni assoluti nel campo. Il nostro obiettivo è quello di dare continuità ai risultati. Abbiamo perso con Roma e Napoli in maniera rocambolesca, mentre oggi il nostro approccio era stato diverso”.

Sul treno per l’Europa: “Intanto auguro al Catania di non aver perso quello per la salvezza, per noi il problema non è legato ai punti. Siamo a cinque punti dall’Inter, ma per noi il problema non è quanti punti abbiamo ma quello che facciamo, la nostra crescita individuale, la maturità. Immobile al Mondiale? Non sono Prandelli, potrei fare un elenco dei motivi per cui andrebbe portato: è a 18 gol al secondo anno in Serie A. Dove possiamo migliorare questa squadra? Io rimango dell’idea che o si investe milioni per comprare giocatori importanti oppure, se non te lo puoi permettere, devi creare delle fondamenta solide, un modo di essere e di allenarci. Vogliamo prendere 2-3 giocatori di qualità, ma prima dobbiamo creare queste fondamenta e i passi in avanti in questi anni sono stati evidenti. Jansson? È un colpo alla Maksimovic, un calciatore che dal punto di vista tecnico può aiutarci, le potenzialità ci sono. Lavoreremo su di lui come in passato ho lavorato sui Ranocchia o sui Bonucci”.

Su Cerci: “Credo e spero che stia capendo, ha avuto un momento di flessione inconscio dopo una buona parte di stagione, forse pensava che quello che aveva fatto fosse sufficiente per andare al Mondiale. Adesso si ritroverà nel finale di stagione con la gamba esplosiva per noi e per la Nazionale”.

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