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Conte,Garcia,Benitez

“A Cagliari andiamo a meno cinque”. Non le ha mandate a dire Rudi Garcia, né ha ceduto all’italica tentazione della scaramanzia. Anzi, ha guardato in faccia il nemico (sportivo, s’intende) e gli ha giurato guerra (sportiva anche quella). Nulla di strano, anzi un po’ di sincerità una volta tanto nel calcio non guasta di certo, e pazienza se condita con una spolverata di presunzione. Mentre Garcia gonfiava il petto e lanciava spavaldamente il guanto della sfida tricolore ai campioni d’Italia, Rafa Benitez in conferenza stampa lanciava una puntura di spillo proprio al tecnico transalpino e alle sue velleità di scudetto, rilanciando le proprie di raggiungere la Champions diretta. “Sento gli altri allenatori come Rudi Garcia parlare di matematica, allora lo faccio anche io e il nostro obiettivo quindi resta il secondo posto”.  Manca il terzo partecipante, Conte, che come di consueto non parla ma ascolta pronto a ribattere nel post partita su livelli simili a quelli dei colleghi.

Come a dire “se fai il gradasso tu, lo faccio anche io”. Tutte queste stilettate linguistiche, si inseriscono nella settimana più zeppa di chiacchiere e polemiche della storia di questo campionato in cui gli allenatori si sono vestiti da dirigenti parlando di fatturati e investimenti, mentre i dirigenti e affini si sono eretti a giudici comportamentali. “Provinciali!” ha tuonato uno. “Ignorante!” gli ha risposto l’altro. Insomma, tutti litigano con tutti, ognuno accusa un altro di aver cominciato e parole come “fatturato”  e “matematica” vengono accolte come offese gravissime. Ora, al di là del modo di agire vagamente infantile e di queste vigilie piene di parole (francamente ignorabili), considerando che finanche nostro Signore il settimo giorno si riposò, e considerando altresì che il caso abbia voluto che oggi fosse proprio quel settimo giorno e che in tal dì un uomo saggio abbia deciso di far disputare le partite di calcio (e che qualche altro insista a spalmarle su tutti i giorni della settimana, ma questa è un’altra storia), cari allenatori, dirigenti e chi più ne ha più ne metta, che ne dite se per una volta (una sola, poi si torna a far caciara. Promesso) si facesse parlare solo il campo?

 

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