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Lo scorso 10 febbraio, all’indomani del derby Lazio-Roma terminato 0-0, il mister biancoceleste Edy Reja si era reso sfortunato protagonista di uno spiacevole episodio. L’allenatore friulano, in giro per la Capitale con la moglie Livia nelle inedite vesti di turista, aveva smarrito il suo iPhone su un taxi guidato da un tassista romano. Per Reja si è trattato di un duro colpo dato che oltre 600 contatti telefonici erano conservati sull’apparecchio, oltre probabilmente a messaggi importanti dal punto di vista lavorativo. Tre giorni dopo era stata quindi inoltrata una denuncia di smarrimento grazie alla quale le forze dell’ordine coordinate dal procuratore aggiuno Pierfilippo Laviani sono poi riuscite a ritrovare lo smartphone di Reja.

J’ACCUSE – Si è scoperto che nel frattempo il dispositivo era stato indebitamente utilizzato da una donna che, interrogata per far luce su come sia venuta in possesso dello stesso, ha candidamente ammesso di averlo ricevuto in regalo dal compagno, ovvero il conducente del taxi di cui sopra, un 40enne tifoso della Roma, ora indagato per appropriazione indebita di oggetto smarrito; e se Reja avesse inoltrato una denuncia più dettagliata si sarebbe potuto sconfinare in furto e ricettazione. La polizia giudiziaria romana è riuscita a rintracciare lo smarphone di mister Reja tramite i controlli delle centrali satellitari.

FAIR PLAY? – Reja ha dichiarato in merito: “Quando ero sceso dal taxi mi sono accorto di aver lasciato il cellulare sul sedile posteriore, quindi ho chiamato per tre o quattro ore a ripetizione, senza però ricevere risposta. Probabilmente chi se ne era appropriato non sapeva che il mio iPhone era registrato e che avevo lasciato tutti i dati alla questura per ritrovarlo. Quel tassista era un tifoso romanista convinto, mi ha parlato anche della Roma, ma non avevo mica prove che lo avesse trovato lui il mio telefonino”.