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Massimo Cellino ha rilasciato un’intervista a “L’Unione Sarda” nella quale svela alcuni retroscena sull’esonero di Diego Lopez dalla panchina rossoblu nonché sulle trattative di cessione del club, non mancando di parlare anche della polemica a distanza sorta con Daniele Conti. Ecco quanto messo in evidenza da Maidirecalcio.com:

DA COSI’ A COSI’ “Sapevo già il risultato della partita contro la Roma prima che finisse. Questo perché Lopez ha mandato in campo la squadra in modo incomprensibile. Sono nel mondo del calco da 22 anni, al momento della lettura della formazione avevo già compreso che avremmo perso. L’esonero di Lopez? Non ne condividevo più le idee da mesi ormai, e la mia è una ammissione di colpe. Ho sbagliato ad affidargli la squadra, è stata una scelta azzardata. L’anno scorso ci ha fatto salvare in una situazione ambientale molto difficile, ma ora non stava più facendo un lavoro dedicato agli interessi della globalità della società e alla crescita della squadra. Non aveva più l’atteggiamento di chi deve maturare, migliorare e mettersi in discussione. Troppe ingiustizie poi”.

MA QUALE FIGLIO… – Cellino attribuisce all’ex mister del Cagliari, testuali parole, Poca lealtà nel fare le scelte. Sino a non troppo tempo fa consideravo Diego Lopez come un figlio, ma se avessi continuato a farlo lo avrei esonerato molto prima. Ho aspettato troppo e qui ho sbagliato, sabato sera ho provato a fargli cambiare idea ma non c’era verso e lui mi ha risposto ‘Presidente, io vado per la mia strada, le scelte le faccio io. Se poi perdo, mi dimetto’. Ma non l’ha fatto e allora ci ho pensato io. Prima che la situazione precipitasse”.

PULGA LO SA – Sul ritorno di Ivo Pulga: “Lui ha a disposizione una squadra di giocatori professionali, tutti ottime persone. A sei giornate dalla fine poi non si può ricominciare con un allenatore che non conosce la squadra. È stata la scelta meno traumatica e pericolosa in un momento di emergenza, lui e il Cagliari si conoscono, sono fiducioso. E dovevo fare qualcosa, da due mesi non intervenivo”.

DANIELE CONTICiò che ha detto non l’ho sentito e non lo voglio sentire. Io non devo dimostrare niente a nessuno e i giocatori devono parlare in campo. Che faccia vedere pure lui in campo quello che è, le parole lasciamole ai politici. Su questa storia della 500 e della Ferrari, dico che chi manipola le dichiarazioni di un altro è un disonesto”.

LA CESSIONE DEL CAGLIARI – “Ero pronto a farmi da parte per il bene del Cagliari, l’avevo quasi venduto agli arabi. Nel frattempo mi è stata prospettata l’occasione di acquistare il Leeds. E siccome non ce la faccio a fare il pensionato a pesca, ho provato a vedere dove potevo arrivare con la mia professionalità. Ho fatto l’esempio di una 500 Abarth, col motore truccato, che in una corsa riesce a competere con Milan, Inter, Juve, pur con risorse basse e possibilità economiche limitate. Sempre al massimo dei giri, però. Per questo prima o poi è costretta a rallentare. Ora con il Leeds ho la possibilità di guidare una macchina più grande riferito alle potenzialità, uno stadio con 35 mila abbonati e la strada in discesa. Una sfida. Per capire se io posso andare oltre i limiti del Cagliari e di Cagliari. Ma non volevo certo mancare di rispetto a qualcuno, semmai sono io quello che si è messo in discussione come pilota”.

AMERICANI A CAGLIARI – “Spero di vendere il Cagliari, a prescindere dal Leeds – afferma Cellino -. Non vorrei mai essere io la causa dei mali della mia creatura rossoblu. Gli americani? Non li conosco. Leggo che stanno incontrando il sindaco per parlare di stadio, ma io ho incontrato solo una volta un referente italiano. A dir il vero, da oltre un mese non sto più ricevendo nessuno perché in questo momento l’unico obiettivo è quello di portare la barca in porto e non vorrei che nulla e nessuno possa metterla a repentaglio. Ho dato la mia vita al Cagliari e sto continuando a darla, altrimenti non sarei tornato per stare vicino alla squadra e non mi sarei preso le mie responsabilità cambiando l’allenatore”.

ROSSOBLU PER SEMPRE“Guidare due squadre? Con la mia tipologia di lavoro, le mie abitudini, la mia irruenza ed il mio modo di fare le cose facendo leva quasi esclusivamente su sentimento e impegno massimo, no, non ci riuscirei. Se poi mi si chiedesse chi sceglierei tra Cagliari e Leeds, risponderei Cagliari tutta la vita. Ma sono andato via per dimenticare il Cagliari che il 30 gennaio avevo già venduto. E’ successo che dopo la partita col Milan i nuovi acquirenti mi hanno chiesto di esonerare Lopez e io mi sono rifiutato di farlo, così è saltato tutto, incredibile no?. Ora chi vuole il Cagliari si faccia avanti, io  intanto non scappo perché voglio solo il bene dei rossoblu. Voglio dire solo che non sono andato via, mi hanno mandato via. Mi’nci anti bogau”.