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Christodoulopoulos

di Matteo Lavati

Lazaros, alzati e salvaci: speranza mista ad ironia a Bologna, dove la squadra di Ballardini si suderà fino all’ultimo minuto di questo campionato una salvezza che comunque vada ha esasperato la pazienza di una piazza importante.

Annata da dimenticare visto il perenne clima di contestazione contro la società, resa più amara sia dai deludenti risultati sul campo che dalla cessione nel mercato di riparazione di Alessandro Diamanti. Al Dall’Ara si è passati alle parabole mancine di Alino a quelle di Kristo…doulopoulos. Ecco cosa salvare e ricordare, e perché no punto da cui ripartire. Il 28enne greco in queste ultime settimane ha preso per mano un Bologna smarrito, caricandoselo sulle spalle. L’attaccante nato a Salonicco in Grecia ha già indossato l’abito da protagonista: con la maglia di Panathinaikos collezionò 127 timbrando il cartellino 23 volte, giocando in una posizione più arretrata, e nel 2010 vinse il campionato. Il pubblico italiano lo sta conoscendo partita dopo partita: arrivò a Bologna ad inizio 2013, Pioli gli diede fin da subito fiducia e fu ripagato con il gol del 2-1 con cui gli emiliani hanno battuto la scorsa stagione la Fiorentina nel derby dell’Appennino. Quest’anno ha colpito 2 volte dagli undici metri, l’ultima nella delicata sfida contro il Cagliari, e nella manovra il greco si sacrifica molto in fase di non possesso, dimostra generosità, per poi provare a sfruttare la sua progressione nel momento della ripartenza, svariando tra le linee di centrocampo e attacco. In patria è soprannominato “The Builder” vale a dire “il costruttore”, soprannome che risale ad una dichiarazione dello stesso Lazaros che dopo l’esperienza al Paok di Salonicco ha dichiarato che pur di tornare là, avrebbe preferito fare il costruttore.
Intanto il greco si è alzato e sta camminando a passo spedito, come in occasione della volata nel finale di partita a San Siro contro l’Inter, vanificata poi dalla doppia chance di Acquafresca.

Ora più che mai il Bologna ha bisogno della grinta e dei muscoli di Lazaros per raggiungere il proprio obiettivo ed è nelle mani, anzi nei piedi, di un “costruttore” proveniente dalla terra dell’Acropoli: sarà una sufficiente garanzia per architettare la salvezza?