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Giuseppe Volpecina

Quando nel giugno del 2008 si diffuse negli ambienti sportivi campani la notizia che Giuseppe Volpecina, storico terzino sinistro del Napoli scudettato 1986-87, aveva colpito con uno schiaffo un giovane calciatore della compagine avversaria in un match tra baby calciatori, tutti coloro che avevano conosciuto il professionista esemplare e l’uomo generoso rimasero interdetti.

I fatti. Domenica 15 giugno 2008 la prestigiosa Mariano Keller, fucina di giovani talenti calcistici del Napoletano, incontra nella finale per la categoria Allievi Regionali fascia “B” il Vico Equense sul terreno di gioco di Sant’Antonio Abate. La Keller, allenata da Enzo Onorato (ex bomber di Juve Stabia, Messina e Reggina, specialista nel forgiare talenti in erba) e presieduta da Salvatore Righi, ha come dirigente, per l’appunto, uno dei miti del football campano, autore di uno dei gol dell’indimenticabile Juventus – Napoli 1-3 del 9 novembre 1986 (evento che ispirò il racconto di Maurizio De Giovanni Juve – Napoli 1 a 3. La presa di Torino, pubblicato nel 2008 da Cento Autori). Un gol, quello realizzato nel freddo autunno torinese di 28 anni fa, valso all’ex fluidificante casertano l’imperitura stima dei supporters napoletani di ogni angolo del pianeta.

Secondo quanto riportò il commissario di campo, durante la gara, Volpecina sferrò uno schiaffo ad un calciatore della formazione avversaria appena sedicenne all’epoca (classe ’92) scatenando una mega rissa sedata solo con fatica dagli intervenuti.

Nonostante della presunta aggressione non vi fosse traccia nel referto arbitrale, il Giudice Sportivo Territoriale, basandosi sul rapporto di gara del commissario, squalificò l’allora dirigente della Keller per due anni.

Apriti cielo. Senza appurare nel dettaglio la realtà degli eventi, la stampa locale, cartacea e online, si lanciò in una poco edificante caccia all’uomo, distruggendo l’immagine, fino ad allora impeccabile, del difensore con trascorsi anche al Palermo, al Pisa, al Verona e alla Fiorentina.

Già la Commissione Disciplinare Territoriale, sentito il direttore di gara e le parti, aveva annullato la sanzione relativa al fantomatico comportamento violento dell’ex terzino azzurro. Tuttavia, in seguito al baillamme sugli organi di stampa e al conseguente, significativo danno d’immagine, per tutelare la propria reputazione di uomo e sportivo esemplare Volpecina si era rivolto alla giustizia ordinaria.

E così, solo a distanza di quasi sei anni dall’avvenimento, Volpecina ha finalmente ottenuto piena soddisfazione delle proprie ragioni.

Lo scorso 2 aprile, infatti, Alfonso Cavallaro, Giudice di Pace sezione penale di Gragnano, ha condannato per diffamazione il commissario di campo per la Federazione Italiana Giuoco Calcio – Lega Nazionale Dilettanti (FIGC-LND), di cui sono state rese note le sole iniziali (S. N.), per aver riportato “nel rapporto di gara espressioni che offendevano la reputazione di Volpecina Giuseppe, personaggio molto noto nel mondo sportivo calcistico”. Il commissario è stato altresì condannato al risarcimento dei danni non patrimoniali, che saranno liquidati in separata sede civile, e al pagamento delle spese processuali e di avvocato alla controparte, Giuseppe Volpecina, costituitosi parte civile e difeso in giudizio da Giuseppe De Vincentis.

Dopo una serie di accertamenti documentali e testimonianze raccolte, il Giudice di Pace Cavallaro ha verificato la veridicità delle affermazioni di Volpecina, professatosi innocente sin dall’inizio della annosa querelle, e la falsità di quanto scritti dal commissario nel rapporto a fine gara. Si è inoltre accertato, nel corso del dibattimento, che lo stesso commissario aveva avuto un diverbio in un precedente incontro dello stesso campionato con il dirigente della Keller – circostanza che, probabilmente, sarebbe all’origine delle false accuse formulate dopo la fine della caldissima finale Mariano Keller – Vico Equense.

Per la cronaca, quella stramaledetta gara e quel campionato la Mariano Keller se li aggiudicò ai rigori, ma per Giuseppe Volpecina la vera vittoria è arrivata lo scorso 2 aprile.

Naturalmente, tutti i tifosi del Napoli che hanno ancora negli occhi il fendente con cui trafisse Stefano Tacconi nel fatidico 3 a 1 sulla Juve a Torino nell’86 e le altre notevoli prestazioni in quella magica stagione, non possono che unirsi al coro dei tantissimi sportivi italiani che, in queste ore, stanno facendo pervenire le loro felicitazioni per la positiva conclusione della brutta vicenda a Giuseppe Volpecina. Un ottimo difensore, ma prima ancora un uomo perbene.