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Lance Armstrong avrebbe confessato i nomi dei suoi complici nel grande inganno perpetrato al mondo intero durante il lungo periodo in cui era il numero uno incontrastato del ciclismo, quando primeggiava grazie al massiccio uso di doping. E dopo la bufera che lo ha colpito tempo fa, con la confessione pubblica in diretta nel programma di Oprah Winfrey a gennaio 2013, l’americano ha deciso di collaborare.

IL GRANDE IMBROGLIO – Secondo uno scoop del quotidiano “Usa Today” diffuso qualche ora fa, Armstrong per la prima volta ha indicato nome e cognome dei soggetti che lo hanno coperto in tutti questi anni, e lo avrebbe fatto non adesso ma lo scorso novembre e sotto giuramento, dopo che la compagnia di assicurazioni “Acceptance” gli aveva intentato causa contro per recuperare un premio di 3 milioni di dollari, pagati dalla stessa compagnia tra il 1999 ed il 2001 per le vittorie (poi scopertesi macchiate) al Tour de France.

TUTTI SAPEVANO – Armstrong ha addossato parecchie responsabilità al suo allenatore Pepi Marti ed ai dottori Pedro Celaya, Luis Garcia e Michele Ferrari. A portare fisicamente le sostanze proibite, che poi i quattro si premuravano di somministrare in assoluta segretezza al ciclista, era la massaggiatrice Emma O’Reilly, accompagnata dal meccanico Julien de Virrese e da Philippe Marie. E’ balzato fuori anche il nome di Johan Bruyneel, direttore sportivo di Armstrong alla US Postal-Discovery Channel, che l’ormai ex ciclista americano ha indicato come presente all’utilizzo delle pratiche dopanti. Bruyneel però chiaramente nega tutto. Per concludere Armstrong ammette l’uso di doping nel Tour de France del 1995, quando aveva assunto EPO, dichiarando invece che le corse del 2009 e 2010 erano pulite. Infine non sono stati fatti nomi di alti dirigenti dell’UCI, la Federazione Ciclistica Mondiale, che in molti invece credono implicata.