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cesare prandelli

Codice etico, Mondiali e social network: Cesare Prandelli, ct della Nazionale azzurra, si lascia andare a qualche dichiarazione in occasione della quinta edizione del Premio sportivo Nicola Ceravolo a Catanzaro.

Ho un grandissimo ricordo di Catanzaro perché ho esordito qui nel 1978, quindi ci sono tante belle situazioni. Un premio importante e per rendersene conto basta guardare l’Albo d’oro. Sono stato preceduto da grandissimi tecnici e grandissime personalità“. Queste le parole di ringraziamento del ct Cesare Prandelli dopo aver ricevuto il premio Nicola Ceravolo e subito dopo si parla, inevitabilmente, di nazionale e quindi codice etico: “in genere i dirigenti sono infastiditi dal codice etico e quindi questo significa che funziona”. Non è molto chiaro il significato di queste parole, più che mai criptiche; così come non è chiaro cosa ci sia di etico in una selezione nazionale che presenterà in attacco due calciatori “esuberanti” come Mario Balotelli e Pablo Daniel Osvaldo. A proposito dei due attaccanti azzurri, c’è una cosa che li ha accomunati nel corso degli ultimi anni: l’utilizzo spasmotico e spesso inopportuno dei social network, in particolare di Twitter.

Ricordiamo ad esempio il cinguettio al veleno di Osvaldo indirizzato al suo ex allenatore Andreazzoli, all’indomani della finale di Coppa Italia persa contro la Lazio lo scorso 26 maggio. Oppure il tweet di Balotelli in cui invitava i tifosi azzurri a “tifare per un’altra nazione”, scatenato per via delle critiche ricevute dopo un espulsione rimediata in un match contro la Rep. Ceca di quasi un anno fa. Riguardo alla tematica social network Prandelli sembra sereno, in vista dei mondiali in Brasile: “non sono vietati, faccio appello al buon senso ed alla sensibilita’ nel capire che la cosa migliore sarebbe quella di utilizzare i canali istituzionali“. Difficile trovare buon senso e sensibilità in personaggi del calibro dei due succitati… ma come sappiamo bene, il ct più chiacchierato degli ultimi decenni ama difendere gli indifendibili, così come a volte gli è capitato di punire incolpevoli.

Qualche parola anche sul suo futuro, che sarà ancora nelle vesti di commissario tecnico: “Ho deciso di restare ct perchè la federazione mentre pensavo di chiudere ha dato un messaggio straordinario rilanciandomi la fiducia prima del Brasile e adesso sono costretto a fare bene“.

Sperando che nella prossima avventura brasiliana ci sorprenda tutti (tutti noi scettici e non molto innamorati del ct di Orzinuovi), restiamo curiosi di scoprire l’evoluzione del codice etico di mister Prandelli in vista delle convocazioni mondiali: saranno influenzate da squalifiche o scorrettezze recenti? Saranno premiati i giovani che si stanno dimostrando pronti o verranno confermati i suoi vecchi pupilli, un po’ in ombra quest’anno? In bocca al lupo mister!