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Continuano le tribolazioni per Massimo Cellino, ormai di fatto proprietario del Leeds. Sono state infatti ritrovate delle telecamere nascoste all’interno degli uffici della società ad Elland Road, cosa che ha persuaso l’imprenditore sardo a rivolgersi alla polizia. E mentre il manager McDermott, prima esonerato da Cellino e poi richiamato in panchina, predica ottimismo per il futuro giungono però in maniera irrevocabile le dimissioni del direttore generale, David Haigh. Nel frattempo è stata aperta una indagine sul tentato spionaggio ai danni di Cellino, con un circuito chiuso segreto nascosto nei bagni ed in sala riunioni. Si vuole ovviamente capire chi possa averlo montato.

STIAMO BENE – Lo stesso Cellino però sminuisce l’episodio e dichiara al quotidiano The Guardian: “Non siamo certo malati, non ci troviamo in ospedale e possiamo guarire – riferendosi ai problemi economici del Leeds – con me le difficoltà spariranno, ciò che è accaduto sotto la precedente gestione non mi interessa, chi c’era prima può stare seduto in panchina o andare a pescare. A quanto vedo però chi è stato a capo del club in precedenza non ha fatto un buon lavoro stando al bilancio. Ed anche i tifosi non sono contenti. Per gestire una squadra di calcio devi diventarne anche tifoso, non si può andare avanti soltanto pensando ai soldi e ai numeri da realizzare, serve anche tanta passione“.

PRESIDENTE A TUTTO TONDO – Cellino prosegue: “Qui ho visto persone piangere per una sconfitta, non solo i classici ultras tutti muscoli e grugni ma anche madri di famiglia, ragazzi…non puoi trattare una società calcistica come fosse merce al mercato. Io mi prendo cura di tutto a differenza di molti altri che sono in questo mondo, penso a migliorare l’erba del campo, la cucina, voglio sapere cosa mangiano i giocatori, quanto dormono, cosa fanno nel tempo libero, e lo stesso vale per gli impiegati sociali, se hanno bisogno di qualcosa io devo aiutarli”.

CIAO CAGLIARI – Per quanto riguarda la compagine rossoblu, Cellino ribadisce l’intenzione di voler vendere: “Non sono mica Abramovic, lo invidio in un certo senso perché vorrei provare cosa ti porta la sensazione di sprecare soldi. Ho fatto una prova con 20 dollari quando ero un po’ ubriaco e mi sono sentito in imbarazzo. Pensate se fossero stati più soldi”. Sul suo ambientamento in Inghilterra: “Io sono italiano, non voglio portare le mie regole qui e mancare di rispetto agli inglesi, mi sento come se fossi stato invitato a una festa, o meglio, ho pensato di essere invitato e poi ho scoperto di non esserlo. Voglio i tifosi vicini, il Leeds ha un bellissimo e importante stadio, voglio che sia di nuovo nostro. Se me lo avessero permesso a febbraio magari saremmo in lotta per i play-off ma per fortuna siamo ancora in Championship”.

METTIAMO IL TURBO – Ricordando ancora una volta il paragone di qualche settimana fa che ha fatto arrabbiare Daniele Conti, “il Leeds ha il potenziale di una Ferrari ma oggi è una Cinquecento, come il Cagliari. Voglio trasformare questo club da ‘Highway to Hell’ a ‘Stairway to Heaven’. Con me non vi annoierete”.