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Netzer

Sguardo deciso,  folta chioma bionda, un carattere ribelle con la passione per le auto veloci e le belle donne. L’identikit sembrerebbe essere quello di George Best, con l’unica differenza del colore dei capelli; invece stiamo parlando di Günter Netzer, calciatore tedesco nato a Monchengladbach, il 14 settembre 1944.

REGISTA CON I FIOCCHI- La storia di Netzer è una di quelle che ti affascinano, ti trascinano a leggere con il fiato sospeso.  Il tedesco nasce e cresce nel Borussia M’Gladbach,  squadra che per lui ha sempre rappresentato molto. Agli inizi degli anni Settanta i bianconeri si impongono vincendo due campionati (’70 e ’71). Il grosso del merito è di Netzer, abile e potente regista con la passione per la progressione. Il suo portare palla a centrocampo aveva uno stile elegante nonché efficace e distruttivo per gli avversari, tanto da essere convocato dalla Germania Ovest per gli Europei del ’72 e i Mondiali di due anni dopo. Il biondo tedesco aveva un solo difetto, riconosciuto da lui stesso: “Non mi piace correre senza palla, anche se so che dovrei farlo”. Nonostante questo, Netzer era considerato da tutti un talento dalle qualità sopraffine, e il Real Madrid non se lo lasciò sfuggire. Nel 1973, dopo 297 presenze e 108 gol con la maglia del Borussia ‘Gladbach, Gunter passa ai Blancos, con i quali rimane per ben tre anni vincendo due campionati spagnoli e altrettante Coppe di Spagna, prima di chiudere definitivamente la propria carriera di calciatore in Svizzera, al Grasshoppers.

NAZIONALE E RIVALITA’In nazionale visse da protagonista l’europeo del ’72, vinto proprio dalla Germania Ovest; un po’ meno invece i mondiali casalinghi del 1974, dove la rivalità con il blocco Bayern Monaco, ovvero  con i giocatori biancorossi e in particolare con Franz Beckenbauer, che dettava legge nello spogliatoio tedesco, in parte lo limitarono. Netzer si rese comunque prezioso per la vittoria della Coppa del Mondo con alcune ottime prestazioni.

LA LATTINA- Un aneddoto sicuramente da raccontare è quello riguardante il celebre 7-1 rifilato dal M’Gladbach all’Inter, più famosa come “La partita della lattina“. Il biondo tedesco quel giorno fece una partita straordinaria, coronando la sua prestazione con un gran gol su punizione, ma una lattina di Coca Cola, piombata sulla testa dell’interista Boninsegna, e la furbizia del suo compagno Mazzola fecero sì che la partita si rigiocasse. I tedeschi, poi, persero a Milano 4-2 e la ripetizione della partita della lattina finì 0-0, facendo passare così i nerazzurri ai quarti.

TV E BILANCI- Subito dopo la fine della sua carriera, Netzer divenne dirigente sportivo (diresse l’Amburgo), per poi decidere di percorrere la strada di commentatore televisivo per la tv tedesca (per ultimo commentò i Mondiali 2010 in Sudafrica). Insomma, dalla rivalità con il Kaiser ai successi nazionali e internazionali, Gunter Netzer è stato uno dei più grandi registi e centrocampisti della storia del calcio, e la sua è una di quelle storie che rimarranno sempre vivide negli almanacchi del pallone.