SHARE
Giovanni Malagò, CONI - Candida Milano per il Cio 2019
Giovanni Malagò, CONI - Candida Milano per il Cio 2019

malagò

Era già diverso tempo che tutti lo pensavano, in molti per più di svariati anni hanno provato a fare qualcosa in tal senso, adesso con lo studio “Report Calcio” possiamo davvero dire che il problema è legittimo e che bisogna adoperarci per invertire la tendenza. Stiamo parlando ovviamente degli studi relativi all’affluenza di pubblico negli stadi italiani, in calo di quasi un milione di spettatori, precisamente sono 900.000, e di come questo sia l’ennesimo specchio non solo di un calcio, ma di un sistema, italiano completamente malato.

DICHIARAZIONI MALAGO’  Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha tuonato ripetutamente negli ultimi giorni riguardo la questione stadi “È indecente la percentuale dell’8% determinato dai ricavi da stadio, tra un pò arriviamo a zero.  Forse è dovuto anche al fatto che i diritti tv sono talmente cresciutima questa è la vera sfida: arrivare al 25-30%. Colpa degli stadi? Soprattutto degli stadi. È inequivocabile. Il nostro campionato lo facciamo diventare il più intrigante del mondo, ma rispetto a Spagna e Inghilterra non è una lotta proprio all’arma bianca. Si è creato un gap importante che non aiuta chi vuole andare a vedere le partite».” Mentre oggi è tornato alla carica relativamente ai sovvenzionamenti statali con riferimento anche al Ministro del Consiglio Renzi “Non vivo sulle nuvole. Lo sport ha già subito molti tagli in questi anni, farò di tutto perché non accada di nuovo”. Dichiarazioni che non possono non lasciare spazio a qualche ragionamento, oltre che un briciolo di amarezza nei confronti di un mondo sportivo che si trova dover fare i conti con una situazione ben più ampia che riguarda tutta la nostra penisola.

BENZINA SUL FUOCO Chi ha orecchi per intendere, intenda. Del resto come non essere d’accordo con il presidente Malagò, sono infatti anni ormai che molti organi di informazione si sono lanciati nella “crociata” degli stadi, per non parlare poi delle tante proprietà che si sono sbilanciate in progetti proprio riguardanti le infrastrutture (volontà questa sostenuta dai diktat UEFA che appoggiano la costruzione di nuovi impianti). Eppure qualcosa si “inceppa” proprio quando bisogna passare dal “dire” al “fare”, quasi nel mezzo non ci fosse veramente il cosiddetto “mare”; ecco allora che tante società si vedono negare la possibilità di intervenire in questo campo, la Fiorentina dei Della Valle, ad esempio, presentò il primo progetto di stadio nel 2008 e ancora non se n’è fatto nulla, per non parlare poi delle milanesi Milan e Inter, che, recentemente, stanno provando a “sondare” alcune destinazioni per affrontare tale progetto. (una breve lista dei progetti finora presentati in Italia) Le parole del massimo dirigente del CONI cadono proprio “ad hoc”, quello che non si capisce proprio bene riguarda l’indirizzo del destinatario del tutto, il messaggio è infatti eloquente e lasciare che cada nel dimenticatoio ha poco senso; sarebbe infatti giusto da questo punto di vista non “lanciare il sasso”, quanto più “indirizzare il colpo”, non tanto per provocare polemica o reazioni esagerate, quanto per dare un segno di chiarezza e di volontà al tutto.

CONSIDERAZIONI FINALI Ad onor del vero bisognerebbe analizzare bene l’affluenza a tutti gli stadi della Serie A, così facendo ci accorgeremmo che effettivamente l’affluenza è in calo, dal punto di vista generale, ci sono però delle squadre che hanno registrato ottimi numeri, addirittura in ascesa come: Juventus, Fiorentina, Roma e Napoli. Per non parlare dei buoni dati di Verona e Torino. Ecco, lasciamo da parte quindi le dichiarazioni del presidente del CONI e soffermiamoci un momento sulla natura tecnica, bisogna notare come le sopracitate siano le formazioni che hanno fatto registrare il miglior gioco, quello più piacevole, sarà mica un caso? Altra considerazione da fare riguarda poi i diritti televisivi, questi “vanno a braccetto” con la stessa affluenza di pubblico, meno spettatori ci sono in real, più ce ne saranno per la pay per view. Ecco riprendiamo adesso da dove avevamo iniziato, ovvero dal presidente Malagò, e aggiungiamo, come postilla finale che il cambio, se è vero che dobbiamo e vogliamo farlo, deve essere bipartisan, da una parte il mondo del calcio, dall’altro quello amministrativo e politico, onde evitare che il giocattolo, già largamente consumato, non si rompa del tutto incastrato in quel mondo “che tutto abbraccia”, nella realtà dei funzionari, dei “mandarini”.

SHARE
Previous articleSerie A, il borsino della zona salvezza
Next articleLa Serie B sarà campionato dei giovani
Nato il primo Maggio dell'87, l'anno dei mostri sportivi Messi-Vettel-Sharapova, maremmano d'Albinia. Amante del bel calcio, della strategia e della tattica. Laureato in Informatica Umanistica e studente di Knowledge Management presso l'Università di Pisa, con lo spiccato interesse per i Social Network e la gestione di dati.