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Fabrizio Miccoli, capitano del Lecce e nuovo simbolo della società salentina che sta riprovando la risalita nel calcio che conta, è stato intervistato dal magazine Calcio 2000. Il Romario del Salento ha dichiarato: “Ho lavorato sia con Luciano Moggi che con Pantaleo Corvino, e devo dire che quest’ultimo mi fa quasi più rabbia del primo. Tra noi c’era un rapporto come tra padre e figlio, a volte abbiamo anche litigato ma in un legame queste cose sono normali ed alla fine tutto si chiarisce. Ma con lui ad un certo punto questo non è successo, a Firenze sarei rimasto molto volentieri dopo aver impiegato un anno a conquistare la fiducia dei tifosi viola, dato che provenivo dalla Juventus“.

ESILIO IN PORTOGALLO? PER NIENTE – Miccoli spiega: “Ricordo che ci salvammo dalla retrocessione in Serie B all’ultima giornata, io sarei rimasto volentieri in Toscana e comunque me ne sarei andato in silenzio se mi avessero detto ‘Miccoli, attento che la Juve potrebbe riprenderti’. Ma se mi si dà per scontato che rimango e poi succede esattamente il contrario vuol dire che qualcosa non va. Vuol dire che qualcuno mi ha preso in giro. Ed alla fine sono andato al Benfica, per qualcuno si è trattato di un esilio ma va bene così, in Portogallo sono stato molto bene ed ebbi anche modo di giocare la Champions League“.

PALERMO SECONDA CASA – Miccoli conclude parlando di Palermo, per molti una macchia che faticherà ad andare via: “Se tornerò a Palermo dopo quello che è successo? Certo che si, per visitare la città che è bellissima, per ritrovare gli amici che ho lasciato lì, ma aspetterò che tutto si calmi visto che attorno a me ho una situazione particolare, non ho niente da nascondere”.